Vado Ligure. Se da una parte l’iter per la mobilità volontaria procede e scadrà il 20 luglio del prossimo anno, dall’altra domani Bombardier, sindacati e governo tornerano a vedersi al ministero dello sviluppo economico. In attesa di sapere quando l’esecutivo dichiarerà per il Savonese l’area di crisi complessa, sono almeno due le priorità in discussione. La prima è ottenere un ammortizzatore conservativo, ovvero la cassa straordinaria per tutti i 370 dipendenti per 14 mesi, la seconda sarà ottenere dall’azienda la presentazione di un piano industriale per dare un futuro allo stabilimento di Vado. “Noi sappiamo – spiega Gianni Mazziotta – segretario provinciale della Uilm – che Bombardier ha ancora molte carte da giocare sul mercato italiano dei materiali ferroviari, specie nell’ambito del Cargo e quindi del trasporto merci. Vogliamo quindi sapere cosa intenda fare per affrontare il futuro con maggiore sicurezza e serenità”.
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