Vado Ligure. Pessimista sulla possibilità di un rilancio futuro dello stabilimento Bombardier la Uilm di Gianni Mazziotta. Spiega il segretario del sindacato di categoria:
“Giovedì prossimo a Roma dovremo capirlo definitivamente e certamente perché chiederemo conto del disegno che sta dietro agli esuberi che abbiamo riscontrato oggi nella volontà della’azienda, ovvero i 106 licenziamenti che ci sono stati propinati. Ma non vediamo ad oggi nulla di buono e sarà l’azienda stessa che dovrà convincerci del contrario”.
“Intanto – prosegue Mazziotta – con 106 lavoratori in meno i programmi non possono essere di sviluppo. Rischiamo di avere uno stabilimento con zero addetti alla produzione e soltanto progettisti e amministrativi. Con questa forza lavoro mi chiedo dove vogliamo andare e dove voglia andare Bombardier”.
“Ciò che mi pare più evidente, anche dalla mia lunga esperienza sindacale è che qui non c’è all’orizzonte nessuna seria prospettiva di crescita con commesse che possano fare intravedere periodi di buona produttività e serenità per i lavoratori, ma solo la volontà di chiudere i contratti in essere e le relative produzioni per incassare quanto di spettanza della multinazionale e poi, dopo aver attutito costi e colpi di esuberi nel tempo, tra una cassa e l’altra, arrivare alla definitiva chiusura dello stabilimento. Una lunga agonia che noi non possiamo e non vogliamo permetterci”.
Mazziotta aggiunge: “Le promesse sono cominciate dal 2010 in avanti. Prima ci hanno illuso con lo Spacium per il trasporto locale e ci hanno detto che lo avremmo costruito noi a Vado e l’azienda contestualmente ha perso la commessa, poi ci hanno illuso anche con l’Omneo e abbiamo fatto la stessa fine. Non capisco cosa altro ci possano proporre ora se non un declino annunciato che potrà portarci solo alla definitiva scomparsa di uno stabilimento glorioso con una storia alle spalle di 110 anni e con un primato quello di aver costruito il primo locomotore elettrico della storia delle ferrovie italiane”.





