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Albisola, Monteforte: " Cammino impressionante"

Savona. Finale ed Albisola hanno tagliato contemporaneamente il traguardo della promozione nella categoria superiore. Per i giallorossi di Buttu si sono dischiuse le porte della serie D dopo più di mezzo secolo, mentre per l’Albisola l’approdo in Eccellenza ha il sapore dell’impresa storica in quanto i “ceramisti” mai erano arrivati così in alto. Uno degli artefici di questo successo è stato l’allenatore Luca Montefore, guru del calcio dilettantistico, arenzanese doc e alla sua ventunesima stagione da allenatore. Nel suo curriculum può vantare la strepitosa promozione in D con il Ligorna centrata nella scorsa stagione ma anche tantissime esperienze: Argentina, Finale, Sestrese, Sammargheritese, Loanesi e Savona nel 2007.
Luca, è stato un successo netto ma forse avete faticato più del dovuto per ottenerlo, viste le difficoltà che avete avuto soprattutto in trasferta negli ultimi due mesi.
“Abbiamo fatto un cammino impressionante nel girone di andata arrivando ad avere addirittura 12 punti di vantaggio sulle inseguitrici a sette-otto domeniche dalla fine del campionato. E’ vero, nell’ultimo periodo abbiamo rallentato credendo forse di avere già vinto il campionato. Delle sconfitte esterne che abbiamo subito, quella più brutta è stata quella di Taggia (4-0, n.d.r) mentre quelle subite contro Arenzano e Praese sono state condizionate dagli episodi. Tutto ciò non cancella lo splendido campionato disputato”.
Hai mai avuto timore di perdere il primato e la promozione?
“No. Abbiamo avuto un solo avversario diretto, importante per qualità e cifra tencnica: il Pietra Ligure. C’erano tante buone squadre nelle prime posizioni ma il Pietra è quella che poteva darci maggior fastidio. L’Albisola si è dimostrato superiore nell’arco delle due partite: all’andata abbiamo giocato in dieci per un’ora e siamo riusciti a ribaltare il risultato, nel ritorno non c’è stata quasi partita.”
Aprirai un ciclo sulla panchina dell’Albisola?
“E’ stato un anno importante. Dopo la promozione con il Ligorna ho scelto l’Albisola per la validità e l’importanza del progetto che mi è stato presentato. La società ha mantenuto ogni promessa costruendo una squadra di livello per vincere il campionato. Mi sono trovato davvero bene con tutte le componenti del club: presidente, società, sponsor e naturalmente la squadra. Per me sarebbe un grande piacere rimanere, manca ancora una partita per chiudere il campionato e poi ci dedicheremo alla Supercoppa con il Moconesi (vincitore del girone B, n.d.r) e alla Coppa Italia. Sarebbe davvero bello chiudere la stagione con un triplete. Dopo incontrerò la società anche per capire se è soddisfatta del mio lavoro e organizzeremo il prossimo campionato. In merito alla prossima stagione è ancora prematuro parlare di obiettivi, di certo vorremmo costruire una squadra importante anche in vista del massimo campionato regionale. Ne riparleremo, quello che voglio sottolineare è che da parte mia c’è grande soddisfazione”
Cosa ti ha spinto a lasciare la Serie D che avevi conquistato con il Ligorna per ripartire dalla Promozione?
“In parte ti ho già risposto prima. Ho trovato nell’Albisola un interlocutore serio con un progetto altrettanto serio e ambizioso.  Nel Ligorna sono stato benissimo, fu un anno fantastico. Sarò sempre  grato al presidente Torrice, alla squadra e alla società tutta per avermi dato la possibilità di legare il mio nome ad un’impresa storica, ma per stare insieme a lungo era necessario avere idee comuni: io e il presidente avevamo idee divergenti, l’anno precedente avevamo concordato tutto insieme poi sono emerse vedute differenti.  Ho 21 campionati da tecnico alle spalle e l’esperienza mi ha insegnato che per ottenere risultati bisogna avere gli stessi obiettivi e le stesse idee”.

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