

A venticinque anni di distanza, l’Adunata nazionale degli Alpini torna a Genova. La sindaca Silvia Salis ha voluto dare ufficialmente il benvenuto della città alle migliaia di “penne nere” che animeranno il capoluogo ligure nel fine settimana, intervenendo oggi in Consiglio comunale per sottolineare il valore profondo di questo ritorno.
Nel suo intervento, la sindaca ha ricordato il significato profondo della presenza degli Alpini nella storia del Paese: “La ‘penna nera’ – ha detto – è diventata simbolo di fatica condivisa, di solidarietà e di servizio. Gli Alpini hanno incarnato nel tempo uno spirito di sacrificio e un senso del dovere che va ben oltre la dimensione militare, attraversando le pagine più drammatiche della nostra storia”.
Salis ha poi sottolineato come la scelta di tornare a Genova non sia casuale: “C’è un motivo profondo se l’Associazione nazionale Alpini ha scelto di tornare proprio qui, a Genova. Quando il Ponte Morandi è crollato, gli Alpini sono stati tra i primi a correre in nostro aiuto. Il ritorno dell’Adunata è il riconoscimento di un legame fraterno, stretto nel momento più buio: l’abbraccio tra una città che ha saputo resistere e chi le ha teso la mano nel bisogno”.
La sindaca si è poi soffermata sull’impegno organizzativo della città: “Abbiamo raccolto il testimone dell’ospitalità dal precedente ciclo amministrativo e lavorato per organizzare al meglio un evento così complesso. Nei grandi eventi le difficoltà ci sono sempre, ma una città che vuole essere protagonista deve saper affrontare anche decisioni non semplici”. Rivolgendosi direttamente ai genovesi, Salis ha ricordato che “stiamo parlando di un evento che porta centinaia di migliaia di persone in città e che inevitabilmente ne stravolge la quotidianità. Vi chiediamo scusa per il traffico, le chiusure e i disservizi, e vi ringraziamo per la pazienza”.
Nel suo intervento, la sindaca ha affrontato anche il tema della sicurezza e della tutela di tutti i cittadini, soffermandosi sulle polemiche degli ultimi giorni e rivolgendosi in particolare “alle donne di questa città che hanno espresso timori richiamando episodi inaccettabili avvenuti in passate edizioni dell’Adunata in altre città. Voglio dirvi che le vostre preoccupazioni non sono rimaste inascoltate. Nessuna donna, mai, dovrebbe sentirsi insicura a camminare per le strade della propria città. Le molestie, anche quelle verbali o travestite da ‘goliardia’, non sono folklore: sono violenza. Su questo, a Genova, la tolleranza è e sarà sempre pari a zero. E con tutta la collaborazione e la sensibilità mostrata dall’Associazione nazionale alpini, abbiamo potenziato i presidi di sicurezza, creato canali di ascolto rapido e sensibilizzato le forze dell’ordine per intervenire tempestivamente. Le colpe, gravi e intollerabili, di singoli individui nel passato non possono e non devono macchiare la storia e il presente di un’intera comunità che ha valori profondi”.
In chiusura, Salis ha espresso l’auspicio che l’Adunata resti una festa di popolo, invitando a stemperare le tensioni politiche e sociali emerse negli ultimi giorni: “Vi invito a non trasformare questo fine settimana in uno scontro di trincea. Le contrapposizioni e gli insulti non aiutano a festeggiare l’Adunata né a proteggere la città. Dimostriamo tutti che sappiamo ospitare una grande festa, garantendo il rispetto per chiunque. Care ‘penne nere’, Genova vi dà il benvenuto. Buona Adunata a tutte e tutti”.






