I carabinieri hanno scoperto in un alloggio un vero e proprio arsenale: oltre cinque chilogrammi di materiale esplosivo ad alto potenziale, un taser da 80.000 volt capace di stendere un uomo a distanza, una bomboletta di gas CS – lo stesso irritante usato dalle forze dell’ordine nei disordini – e un pugnale bifilare. Un uomo di 51 anni è stato così arrestato. L’uomo è finito in manette in flagranza, mentre la perquisizione domiciliare – una delle 24 eseguite in contemporanea su tutto il territorio nazionale – svelava l’ennesimo tassello di un puzzle criminale che collega spaccio di droga, traffico di armi clandestine ed esplosivi artigianali.
L’operazione, denominata “Last Delivery”, è coordinata dalla Procura della Repubblica di L’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia, con il sostituto procuratore Roberta D’Avolio in prima linea. Dodici gli arresti complessivi eseguiti ieri all’alba, cinque in carcere e due ai domiciliari su ordinanza del gip, più una sfilza di indagati raggiunti da decreti di perquisizione. Oltre 250 i carabinieri mobilitati, tra reparti territoriali, Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, Aliquote di Primo Intervento, unità cinofile e artificieri da mezza Italia.Ma torniamo a Chiavari. L’intervento ligure non è un episodio isolato: rientra nel filone parallelo all’attività principale del sodalizio, quello dello spaccio di cocaina e hashish con base in Abruzzo (Montesilvano e Penne), ma ramificato ovunque grazie a una rete di spedizioni anonime via corrieri espressi.
Indirizzi fittizi, intestazioni di comodo, utenze telefoniche “prestate” da ignari prestanome: così il gruppo movimentava – su chat criptate e piattaforme del dark web – non solo stupefacenti, ma anche detonatori, artifizi pirotecnici modificati, armi da fuoco clandestine, banconote false e, soprattutto, ordigni esplosivi artigianali di potenza spaventosa.
Il 51enne di Chiavari, secondo quanto emerso dalle indagini partite nel maggio 2024 dal Nucleo Operativo di Penne, faceva parte di questa filiera pericolosissima.
Esplosivi contro un negozio di frutta e un centro estetico
Il materiale sequestrato nella sua casa – esplosivi, taser, gas CS e pugnale – è la dimostrazione di un “fiorente commercio parallelo e particolarmente pericoloso”, come lo definiscono gli inquirenti. Un commercio che ha già lasciato tracce di paura: due ordigni spediti attraverso la stessa rete sono esplosi il 20 giugno 2023 a Formia, contro una frutteria, e il 28 luglio 2023 a Roma, contro un centro estetico. Intimidazioni mafiose, con video delle deflagrazioni inviati ai compratori per “certificare” la qualità distruttiva della merce.L’indagine “Last Delivery” nasce da un arresto del 2023 a Penne: un uomo sorpreso con 177 artifizi pirotecnici e 22 colpi di mortaio artigianali, per oltre 15 kg di esplosivo ad altissima potenza. Da lì, intercettazioni telematiche, pedinamenti, controlli sui hub logistici e bonifici bancari hanno ricostruito l’organigramma: un vertice a Montesilvano, un referente a Penne (persino ai domiciliari continuava a gestire lo spaccio), sodali fidati che nascondevano la droga in casa propria, traffici persino dentro il carcere di Pescara grazie a cellulari introdotti di nascosto e videochiamate continue.
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