Attualità La Spezia e provincia

La Spezia, operazione della Capitaneria di Porto: “Net Valley 1”: il bilancio di un anno di attività

A partire dal mese di dicembre 2024, la Capitaneria di Porto della Spezia, in stretta collaborazione con la competente Autorità Giudiziaria e secondo le direttive di quest’ultima, ha svolto, su tutto il territorio di giurisdizione, un’imponente operazione di tutela ambientale (NET VALLEY 1), rivolta all’individuazione ed al contrasto delle possibili fonti di inquinamento marino e costiero.

I controlli sul campo, preceduti da una puntuale ed accurate fase di analisi del rischio, hanno soprattutto interessato i siti e le attività produttive, potenzialmente capaci di originare, attraverso il corso del Fiume Magra, scarichi reflui non conformi alle vigenti normative di settore.

Anche mediante l’ausilio dei sistemi di Telerilevamento Ambientale in dotazione agli elicotteri della Guardia Costiera (nel caso di specie, è stato impiegato, il “Nemo 11-16” AW139, dislocato presso il Nucleo Aereo Guardia Costiera di Sarzana), nonché attraverso gli impianti di video ispezione e rilevamento delle condotte di scarico abusive in uso presso gli Enti incaricati della gestione della rete idrica provinciale, sono stati individuati 24 target, tra realtà produttive in grado di generare scarichi idrici illeciti, ovvero che detengono rifiuti speciali pericolosi. Obiettivi principali sono risultati, quindi, i depuratori e le attività industriali/commerciali, con una particolare attenzione rivolta alla cantieristica navale ed alle attività di supporto alla nautica da diporto.

Diversi gli illeciti rilevati, tra scarichi abusivi, depositi incontrollati di rifiuti, perlopiù di matrice pericolosa, occupazione abusiva di ampie aree demaniali fluviali, combustione illecita di rifiuti ed inquinamento ambientale, in una zona, tra l’altro, di Riserva Naturale e, come tale, soggetta a specifici vincoli per la tutela di specie protette a livello unionale.

Nel dettaglio, sono stati accertati e contestati 20 illeciti, tra penali e amministrativi, quest’ultimi di importo totale compreso tra un minimo di 59.000 euro a 249.000 euro, e sono stati deferiti 13 soggetti all’Autorità Giudiziaria con i relativi procedimenti penali in fase di indagine preliminare, di cui 10 titolari di rimessaggi e cantieri navali, 1 titolare di camping e 1 titolare di deposito di prodotti petroliferi.

In particolare, nei confronti dei titolari di rimessaggi e cantieristica navale, è stato accertato e contestato il reato di deposito incontrollato di rifiuti, perpetrato per lo più mediante l’abbandono, su superfici scoperte, di rifiuti di natura pericolosa e non, senza che fosse stata adottata alcuna misura volta a prevenirne l’inquinamento causato anche dall’eventuale azione degli agenti atmosferici, nonché il pericolo ed il danno occorso dall’immissione nel terreno delle sostanze liquide nocive (in alcuni casi, ancora presenti all’interno di apparati motori, barattoli di vernici o barili di oli combustibili/lubrificanti, ivi rinvenuti). A seguito di ulteriori approfondite indagini nel sottosuolo ed attraverso l’analisi delle acque di scarico, condotte con la collaborazione del personale e del laboratorio di analisi ambientale dell’A.R.P.A.L., è stato possibile accertare anche infrazioni in materia di Inquinamento Ambientale.

Nei confronti dei soggetti denunciati per scarichi illegali, è stata accertata la sistematica immissione di sostanze nocive (direttamente nelle acque del Fiume Magra, noto per la particolare fragilità e diversità dei propri ecosistemi) direttamente provenienti dalla lavorazione/verniciatura dei natanti/imbarcazioni e, in alcuni casi, anche dai mezzi meccanizzati utilizzati per attività da cantiere.

Particolarmente grave, nella maggior parte dei casi, è risultata la totale assenza di titoli autorizzativi in materia ambientale, così come, in due casi, la totale difformità nell’adempimento delle prescrizioni contenute nel titolo autorizzativo ambientale.

Ulteriori illeciti contestati hanno prevalentemente riguardato l’immissione in atmosfera, nonché il getto pericoloso di cose, entrambi connessi alle abusive attività di verniciatura e lavaggio delle carene delle unità da diporto/mezzi meccanici terrestri, ovvero alla lavorazione/riparazione degli apparati motori, ubicati all’interno dei rimessaggi. Nella maggior parte dei casi, infatti, le operazioni venivano svolte su terreni scoperti, in mancanza di locali idonei o su terreni cementati non dotati delle apposite canaline di convogliamento e/o di un sistema di raccolta, separazione e trattamento delle acque reflue industriali.

Di particolare rilievo è stato il sequestro di circa 20.418 mq di aree demaniali fluviali, con la restituzione all’Ente Regionale di circa 13.000 mq di tali aree, occupate abusivamente da oltre 20 ANNI e teatro di gravi reati ambientali, tra i quali il rinvenimento di due discariche abusive sul terreno nudo. Le violazioni sono risultate ulteriormente aggravate dal fatto che tutti i siti interessati ricadono in una zona protetta appartenente alla cosiddetta rete “Natura 2000”, di cui alla Direttiva 43/1992/CEE, meglio nota come Direttiva “Habitat” il cui obiettivo principale è la conservazione delle specie selvatiche, vegetali ed animali, e degli habitat naturali e semi-naturali, del Parco di Montemarcello Magra Vara.

Le attività di Monitoraggio e Sorveglianza Ambientale, svolte dalla Guardia Costiera della Spezia continueranno, senza sosta, per prevenire e perseguire eventuali ulteriori illeciti ambientali, su tutto il territorio del Compartimento Marittimo, al fine di proteggerne l’importante patrimonio ambientale e le aree protette, sia nelle zone costiere, si nell’entroterra.

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