Circa 400 persone hanno partecipato nel tardo pomeriggio di oggi al presidio davanti alla prefettura di Genova per sostenere la missione umanitaria della Global Flotilla che sta trasportando aiuti umanitari alla popolazione di Gaza: alla mobilitazione genovese di oggi hanno dato la propria adesione tra gli altri l’Anpi Genova, Giuristi Democratici, Music for Peace, Legambiente Liguria, Libera Genova e Liguria, Acli Liguria, Arci, Rete Studenti Medi Liguria e Genova, Sinistra Universitaria Udu Genova.
“Se la missione della Global Sumud Flotilla, che è una missione umanitaria di pace verrà fermata e se ci saranno conseguenze per gli equipaggi la Cgil è pronta a dichiarare lo sciopero generale cittadino perché a Genova 40mila persone sono scese in piazza per accompagnare quella missione e non meno di 100mila persone si sono impegnata portando il loro sacchetto della spesa affinché quegli aiuti arrivassero a chi ne ha bisogno”. Lo ha affermato il segretario della Camera del lavoro di Genova Igor Magni.
“La Camera del Lavoro ha partecipato alla raccolta e alla manifestazione e chiede che la missione umanitaria raggiunga il suo obiettivo, il Governo italiano deve schierarsi dalla parte della pace, della giustizia e del diritto internazionale e deve garantire l’incolumità degli equipaggi della Global Sumud Flotilla. La Cgil continua la mobilitazione contro la barbarie che sta vivendo il popolo palestinese e, se ci sarà un’azione per impedire la riuscita della missione di pace con conseguenze sugli equipaggi, la Camera del Lavoro di Genova è pronta ad intensificare la protesta fino alla proclamazione dello Sciopero Generale cittadino.
“Quella in atto nella Striscia di Gaza è una delle più gravi negazioni del diritto internazionale perpetrato ai danni della popolazione palestinese. La Cgil chiede l’immediato cessate il fuoco, l’interruzione della consegna di armi, l’ingresso illimitato degli aiuti umanitari, il rilascio di tutti gli ostaggi e i prigionieri politici, la fine dell’occupazione, il riconoscimento dello Stato di Palestina e, richiamandosi anche all’iniziativa della Ces e delle federazioni europee di categoria, che la Commissione europea sospenda l’Accordo di associazione Ue-Israele e l’interruzione di ogni commercio di beni prodotti negli insediamenti illegali”.





