Cronaca Savona

Savona, conferimento illecito di rifiuti al centro di raccolta: si utilizzavano anche documenti di persone decedute

La Polizia Locale di Savona. nei giomi scorsi, ha dato esecuzione ad un provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Savona su richiesta della Procura della Repubblica, con il quale a stato disposto il sequestro preventivo di 18 autocarri utilizzati per il trasporto illecito di rifiuti, in violazione al Testo Unico dell’Ambiente

II provvedimento, che ha natura cautelare e provvisoria è nato a seguito della complessa attività investigativa durata diversi mesi, svolta dalla polizia municipale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Savona.

Secondo le prime risultanze delle indagini, che hanno trovato riscontro nel provvedimento del GIP, numerose imprese, regolari e non effettuavano conferimento illecito di rifiuti presso il centro di raccolta di Via Caravaggio a Savona attraverso un’attivita abusiva di trasporto.

II procedimento riguarda 15 ditte e 32 soggetti, tra legali rappresentanti e collaboratori, a carico dei quali è stata ipotizzata la gestione abusiva di rifiuti ingombranti, attuata tramite trasporti effettuati con veicoli non iscritti all’Albo Gestori Ambientali.

I rifiuti, derivanti dall’esercizio delle attivita commerciali sotto osservazione, espletate sul territorio savonese e nelle citta limitrofe, venivano conferiti al Centro di Raccolta, utilizzando mezzi intestati a privati e mediante l’utilizzo di documenti d’identità e deleghe firmate dai committenti.

In diversi casi, i conferimenti sono stati effettuati con documenti appartenenti a cittadini ignari dei successivi conferimenti oltre a quello per cui hanno rilasciato la delega, a proprio nome, o addirittura di cittadini del Comune di Savona deceduti.

Questo sistema consentiva il conferimento di rifiuti provenienti anche al fuori del territorio comunale generando in questo caso un danno economico per l’Amministrazione Comunale, in quanto i costi di smaltimento ricadevano sul Comune e conseguentemente, sui cittadini contribuenti.

Il Centro di Raccolta, infatti, è finanziato principalmente attraverso la tassa Tari versata dai contribuenti savonesi. Poiché l’imposta della Tari é calcolata anche sulla base del quantitativi di rifiuti conferiti nei due anni precedenti, come previsto dalla normativa ARERA, il meccanismo ha comportato un aggravio della tassazione per i residenti.

“Si rende noto che i provvedimenti adottati nei confronti degli indagati non implicano in alcun modo l’accertamento di responsabilità definitive. È opportuno precisare che la posizione dei soggetti coinvolti sarà valutata esclusivamente all’esito del procedimento penale, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza sancito dal nostro ordinamento”.

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