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Festival Teatrale di Borgio Verezzi: il bilancio finale

«La 59° edizione del Festival Teatrale di Borgio Verezzi è stata la prima interamente “firmata” dal nostro direttore artistico Maximilian Nisi e possiamo serenamente affermare che i risultati sono stati più che positivi. – dichiara Mattia Rolando, consigliere comunale con delega al Festival in occasione della conferenza stampa indetta alla sede di Savona della Camera di Commercio Riviere di Liguria, con la partecipazione del Vicepresidente Alessandro Berta. – Nell’organizzazione di una manifestazione che si sostiene principalmente grazie ai risultati al botteghino, i numeri contano ed è importante metterli in luce e analizzarli: 20 serate in piazza Sant’Agostino di cui 12 sold out, un tasso di occupazione della sala del 92%, circa 8000 spettatori. Sono dati che confermano un ottimo stato di salute e fanno ben sperare per il futuro. È anche giusto sottolineare che nonostante una presenza turistica sul nostro territorio in leggera contrazione durante il mese di luglio, i risultati al botteghino non sono stati più di tanto influenzati. – continua Rolando – Come già detto, i numeri contano, è indubbio, ma non sono tutto. Alcuni spettacoli selezionati da Maximilian per questa edizione, anche se non hanno registrato dei sold out, ci hanno lasciato qualcosa di più importante: un pubblico entusiasta di ciò che ha visto. Un pubblico che, ci auguriamo, il prossimo anno tornerà in piazzetta affamato di teatro di qualità. E questo deve essere il nostro principale obiettivo per garantire un futuro longevo al Festival di Borgio Verezzi.»
«Oltre ai numeri e agli incassi, questa edizione ha lasciato in eredità qualcosa di più prezioso: un pubblico rinnovato, un festival vivo e la sensazione che a Borgio Verezzi il teatro non solo resiste, ma si rigenera e si evolve. – afferma Maximilian Nisi – Lo scorso anno, subentrato all’improvviso al precedente direttore artistico, ho voluto rispettare una programmazione già in parte decisa, mediando tra le idee di Stefano Delfino e un cartellone ormai quasi completamente definito. Quest’estate, invece, ho potuto scegliere secondo la mia visione, pur dovendo – come ogni direttore artistico – fare i conti con il mercato, con il gusto del pubblico, con le condizioni legate ai contributi e con l’equilibrio tra sostenibilità e qualità. Il risultato è stato un cartellone di spessore, capace di alternare titoli popolari a spettacoli più impegnativi, senza rinunciare alla ricerca. Tra i momenti più alti, ‘The Other Side’ di Ariel Dorfman, regia di Marcela Serli, con Elisabetta Pozzi, Gigio Alberti e Giuseppe Sartori, e ‘Il raggio bianco’ di Sergio Pierattini, regia di Arturo Cirillo, con Milvia Marigliano e Linda Gennari: spettacoli che hanno dimostrato come il teatro di qualità possa parlare anche ai più giovani, se proposto con passione e cura. Allo stesso tempo, proposte come ‘I Promessi Sposi’ da Alessandro Manzoni, regia e drammaturgia di Giuseppe Argirò – con, tra gli altri, Giuseppe Pambieri, Micol Pambieri, Paolo Triestino e Ruben Rigillo – hanno saputo coniugare tradizione e innovazione. Non sono mancati momenti di grande teatralità, come nel ‘Miles Gloriosus’ di Tito Maccio Plauto nella traduzione e drammaturgia di Marinella Anaclerio, con Ettore Bassi e Flavio Albanese, spettacolo fortemente teatrale e vitale, e serate di raffinatissimo teatro-canzone come Mimì – Da sud a sud sulle note di Domenico Modugno, eccellenza rara per intensità e qualità musicale grazie al vulcanico Mario Incudine e alla sua band. Non sono mancati spettacoli ludici, leggeri ma non superficiali, come ‘ Le fuggitive’ di Palmade e Dethuron, con Paola Quattrini e Gaia de Laurentiis, regia di Stefano Artissunch, che ha registrato tre serate di sold out. Presente anche la rilettura di classici, come l’adattamento in versi curato da Francesco Niccolini de ‘La bisbetica domata’ di William Shakespeare, con Amanda Sandrelli. Due elementi hanno reso questa edizione speciale. – prosegue Nisi – Il primo è legato alla poesia del teatro-realtà: la pioggia, pur presente in alcune serate di questa estate fresca e instabile, non ha mai interrotto le rappresentazioni. In certi momenti, come ne ‘Il raggio bianco’, è diventata parte della scena, amplificando l’intensità emotiva. Era come se il cielo avesse voluto proteggere il festival, trasformando una potenziale difficoltà in pura magia. Il secondo elemento è il coinvolgimento dei giovani. Quest’anno si è vista una partecipazione inedita di nuove generazioni, sia in platea che sul palco. Dalla comparsa di due giovanissimi nello spettacolo della Pozzi, all’inserimento di due attori professionisti del territorio – Iacopo Ferro ne ‘La coppia più sexy d’America’ di Ken Levine, regia di Marco Carniti, e Gaia De Giorgi ne ‘I Promessi Sposi’ – fino alla presenza di Leo Gassman in Ubi Maior, che ha attirato un pubblico giovane e curioso. Il mio ringraziamento va al Sindaco Renato Dacquino, al Consigliere delegato al Festival Mattia Rolando, a Carmen del Balzo dell’Ufficio Festival, a tutta l’Amministrazione Comunale e all’ Ufficio Stampa, per il sostegno e la fiducia che hanno reso possibile questa stagione di rinascita.»
«Borgio Verezzi grazie al festival teatrale da piccolo grande paese è diventato, come paese del teatro,  un importante riferimento nazionale. – aggiunge il Sindaco Renato Dacquino – I numeri sono tanti: serate e spettacoli, spettatori e sold out, livello culturale e riconoscimenti vari,  incassi e sinergie con i vari Enti e con i privati, presenza sui media e tanto altro ancora.  Ma secondo noi , per guardare al futuro con sano realismo, tutto questo non basta; dobbiamo ancora migliorare. Le direzioni principali sono due. Aumentare ancora l’attenzione agli spettatori, in particolare valorizzare gli abbonati che sono parte integrante del percorso; consolidare chi viene a Verezzi e di volta in volta decide cosa vedere, aumentare il numero di chi per la prima volta arriva “lassù tra cielo e mare”. Immaginiamo dei veri partner del festival, persone che fanno realmente parte del progetto. E perseguire sempre più un bilanciamento tra innovazione e tradizione; dobbiamo avere l’ambizione di creare unicità in termini di prime nazionali e di valore delle proposte. Molti segnali ci confermano che questa strada è giusta per essere riferimento culturale, per essere unici. Una specificità che nasce da tutto il territorio e dalle sue possibili sedi per spettacoli (piazza Sant’Agostino, grotte, teatro Gassman, cave e tanta altre ancora), dalla collaborazione con le scuole e dalla consolidata esperienza del Barone Rampante, dalla cooperazione con tante associazioni, dal cuore di tutta la comunità. Un test speciale sarà il 60° anniversario del festival che sarà anche il 60° anniversario della sagra della lumaca. Vedremo di andare “di corsa”!»
«Da ormai dieci anni, la Camera di Commercio Riviere di Liguria sostiene convintamente il Festival Teatrale di Borgio Verezzi con il premio ad essa intitolato. – dichiara Alessandro Berta – Perché nella qualificazione e diversificazione dell’offerta turistica, in grado di valorizzare la destinazione turistica del ponente ligure, il turismo culturale deve e può giocare un ruolo fondamentale. È la tendenza che registriamo nelle principali destinazioni europee, dove si cerca di creare circuiti e mete alternative o complementari per trattenere o attrarre un turismo qualificato. Ed è indubbio che, in questo, il Festival Teatrale sia l’evento più qualificante del nostro territorio: il ruolo che il Festival Teatrale di Borgio Verezzi ha saputo ritagliarsi nel panorama culturale nazionale, ne ha fatto uno degli eventi culturali di punta non solo in Liguria, ma nel Paese. Il Festival è un palcoscenico ambito dalle produzioni, dal quale non si può mancare e del quale si parla e si scrive in tutta Italia; prendendo in prestito le luci del palcoscenico, uno spot sulla destinazione “ponente ligure”. Il Festival è la dimostrazione che, nonostante, e forse anche grazie, ai limiti fisici del nostro territorio, una comunità locale, con il sostegno di istituzioni pubbliche e private, può realizzare eventi culturali di elevata qualità, creando un brand e un’attrattività di destinazione. L’auspicio è che il Festival possa, con il lavoro di tutti, generare o gemmare altri eventi sul nostro territorio per rafforzarne l’identità di destinazione. » 

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