Savona, città in trasformazione, sceglie la cultura per il suo rilancio avviando “nuove
rotte”, un laboratorio di idee e innovazione dove produrre nuove visioni urbane.
Oggi, lunedì 18 novembre alle ore 18 al Teatro Chiabrera, davanti a un folto
pubblico, è stato presentato il dossier di candidatura di Savona a Capitale italiana
della cultura 2027 dal titolo “Nuove rotte per la cultura”. Sul palco sono salite 41
fasce tricolore, dei 41 Comuni aderenti, per rappresentare la compattezza del
territorio.
A illustrare il dossier è stato Paolo Verri, direttore di Savona 2027, che ha coinvolto le
principali istituzioni, le personalità e i partner del progetto: dall’Università di Genova
alla Fondazione De Mari, dall’Unione Industriali della provincia di Savona alla
Fondazione CIMA, dalla Chiesa ad Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure
Occidentale e alla Camera di Commercio, dal conduttore a autore televisivo Fabio
Fazio fino all’ex ministro dell’Istruzione ed ex presidente della Fondazione Compagnia
di San Paolo, attuale presidente di Isybank, Francesco Profumo.
Il dossier è un progetto collettivo fatto di relazioni con migliaia di cittadini protagonisti
attivi del processo, fatto di reti tra i 41 Comuni del comprensorio, con 9 città del Nord
Ovest, 9 dell’associazione italiana Città della Ceramica e 9 del Mediterraneo.

Savona parte dal suo mare e dal porto che ha contribuito a plasmarne l’identità, da
un sorprendente entroterra, dalla vocazione turistica delle sue riviere e dall’eredità
culturale di quattro donne coraggiose e innovatrici (Renata Scotto, cantante lirica di
fama mondiale; Angiola Minella, una delle 21 donne della Costituente; Milena Milani,
scrittrice e donatrice alla città di una delle più importanti collezioni di arte
contemporanea; Renata Cuneo, prima scultrice ad esporre alla Biennale di Venezia
con una personale), per creare ponti e connessioni affrontando contraddizioni locali
e sfide globali. Le rotte di Savona sono quelle che, seguendo i percorsi di merci e
persone, innestano scambi culturali, di idee e innovazione. Savona si candida in un
anno decisivo, il 2027, quando saranno conclusi i cantieri di 80 milioni di euro di
investimenti pubblici, di cui 46 legati a progetti PNRR, con oltre 10mila metri quadri di
spazi rigenerati e destinati ad attività culturali.
A cominciare da Palazzo della Rovere – l’edificio storico progettato da Giuliano da
Sangallo che dopo oltre trent’anni di mancato utilizzo diventerà sede della
biblioteca civica e la casa di Savona 2027 – futuro hub culturale di riferimento per
tutto il Nord Ovest: un luogo di aggregazione e sperimentazione, artistica e digitale,
che rappresenterà la più grande eredità del progetto Savona 2027. La candidatura
mette a valore questa straordinaria trasformazione urbana, per diventare spazio in
cui la cultura viene prodotta e non solo “consumata”. Un processo di ricerca di
nuove bussole culturali, per affrontare le complessità del presente e degli ecosistemi
urbani, attraverso la gestione innovativa di infrastrutture materiali e immateriali. Un
progetto ambizioso e concreto, attraverso il quale costruire ponti tra generazioni,
culture e comunità, per rendere Savona attrattiva per giovani, turisti e imprese.
Sono stati individuati 9 temi strategici di sviluppo – la società, il clima, la religione,
l’abitare, l’arte, il turismo, i giovani, il movimento, la manualità – che saranno realizzati
in 9 spazi rinnovati di Savona: la stazione, Palazzo della Rovere, Cappella Sistina,
Sant’Agostino, San Giacomo, Priamar, Skatepark, Villa Zanelli, Santuario,
accompagnati dai rintocchi della Campanassa, simbolo della città.
Se Palazzo della Rovere sarà dedicato alle nuove rotte per la società, la fortezza del
Priamar vedrà protagonista la Fondazione Cima, il più avanzato team italiano di
contrasto al cambiamento climatico. All’interno del Piazzale del Maschio una
grande sfera multimediale diventerà Terra di giorno, con le sue temperature e le
storie in diretta dei disastri ma anche dei progetti di contrasto al cambiamento
climatico, e Luna di sera, sul modello di quella installata da Luke Jerram al Trinity
College di Dublino, che aiuterà a spiegare le fasi lunari e le rinnovate sfide
dell’umanità nello spazio. Le nuove rotte per la religione porteranno alla realizzazione
di una nuova opera per la Cappella Sistina, costruita da Papa Sisto IV, individuata da
un bando di concorso per artisti internazionali che avranno il compito di tradurre in
linguaggio artistico contemporaneo il tema della vita e della morte.
L’intero borgo del Santuario che sarà riprogettato come spazio culturale, diventerà il
luogo dove si sperimenterà una forte azione di contrasto alla solitudine e dove sarà
attivata una grande operazione di re-design con l’apertura di botteghe in grado di
recuperare e riciclare tessuti. La stazione di Savona, che si trova nel cuore del
rinnovamento della città e simboleggia la trasformazione urbana nei secoli, sarà il
luogo di accoglienza dei visitatori e di dibattito, con una mostra permanente
dedicata alla storia della televisione italiana, curata dal più importante storico della
televisione italiana Aldo Grasso e realizzata con Teche Rai, e un ciclo di incontri su
progetto di Fabio Fazio sul ruolo che in tutti i settori della vita del Belpaese la
televisione ha avuto dal 1954 ad oggi. Il complesso conventuale di San Giacomo
diventerà luogo di ispirazione e confronto per giovani talenti mondiali dell’arte e del
design, in collaborazione con Arturo Galansino, direttore della Fondazione Palazzo
Strozzi di Firenze e l’associazione Alcova di Milano. Coinvolgendo inoltre Platform
Architecture, saranno in programma attività di promozione del design internazionale
e di artisti emergenti del Mediterraneo. Il Museo della Ceramica, nel cuore del
centro storico, ospiterà da marzo 2027 la mostra diffusa “Le rotte del blu” in cui
dialogheranno opere di epoche diverse unite dal colore che lega trasversalmente la
storia produttiva della ceramica locale.
Villa Zanelli, eccellenza del liberty ligure e italiano, ospiterà la prima grande mostra
sul turismo come motore di sviluppo del bacino mediterraneo, curata da Carmen
Bizzarri e Edoardo Colombo: un allestimento multimediale e immersivo nella storia e
nella geografia grazie alle applicazioni più avanzate di Intelligenza Artificiale. La
vecchia piscina comunale diventerà un grande skatepark indoor, il nucleo di
un’area a vocazione sportiva inclusiva e accessibile con aree sportive coperte e
scoperte, una palestra d’arrampicata e una spiaggia libera attrezzata per la pratica
di tutti gli sport su sabbia, in accordo con il Comitato Italiano Paralimpico e con la
collaborazione di Ilaria Naef, prima atleta italiana e vicecampionessa mondiale di
WCMX. Il convento trecentesco di Sant’Agostino, già carcere giudiziario chiuso nel
2016, verrà restituito alla città e trasformato in un hub dedicato alle arti e alle digital
humanities. Ad inaugurare lo spazio, una mostra che inaugurerà il 16 aprile 2027, a 50
anni dalla presentazione dell’Apple II, un dialogo tra due miti come Adriano Olivetti
e Steve Jobs, in collaborazione con l’Archivio Storico Olivetti e il Museo All About
Apple di Savona, il più fornito museo al mondo e l’unico con il riconoscimento
ufficiale da parte di Apple.
«Il Dossier – spiega il sindaco di Savona Marco Russo – è il punto di arrivo di un
percorso entusiasmante e ricchissimo. La città e i sindaci del territorio hanno risposto
“presente”, perché vogliono guardare con fiducia al loro futuro. Ma è anche un
punto di partenza, perché traccia una rotta: ci mette in relazione con altre realtà,
del Nord ovest, dell’intero Paese, del Mediterraneo, e così ci aiuta ad affrontare le
sfide più avanzate. Ma ci aiuta a definire una vocazione specifica per i nostri
contenitori culturali e, infine, ci stimola a progettare e ci fornisce una cornice unitaria
per definire una nuova identità del territorio. Posso dire che, visto il percorso fatto fino
ad oggi, vista la partecipazione di stasera, visto il dossier, se continueremo a lavorare
come abbiamo già fatto, il nostro obiettivo è già raggiunto, Savona ha già “vinto”,
perché può dire di aver posto le basi per completare finalmente la sua transizione
post industriale».
«La candidatura di Savona – aggiunge Paolo Verri, direttore di Savona 2027 – è
quella di una città del Novecento che ha deciso di affrontare con coraggio e come
comunità intera le sfide del prossimo millennio: solitudine, cambiamento climatico,
invecchiamento della popolazione, competenze culturali e tecnologiche di base. La
competitività riguarderà sempre più le persone: i luoghi di Savona 2027 sono la
piattaforma per una società nuova, più coesa e felice. Non è un discorso che
riguarda il turismo, ma che coinvolgerà i turisti per ricrearlo insieme ai cittadini».





