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Aggressioni al personale sanitario: è legge la nuova normativa approvata dalla Camera

Negli ultimi anni, purtroppo, non sono mancati episodi di violenza nei confronti del personale sanitario in tutta Italia, alcuni dei quali sono sfociati in atti di intolleranza estrema. Questo ha favorito l’approvazione definitiva della nuova legge contro le aggressioni a medici e infermieri.

Approvata alla Camera con 144 voti favorevoli e 92 astensioni, la normativa rafforza le misure punitive per chi danneggia beni pubblici destinati alla sanità e introduce pene fino a cinque anni di reclusione per chi li deteriora o distrugge.

Per il ministro della Salute, Orazio Schillaci, questa è una “buona notizia”, che offre al personale sanitario risposte concrete e una maggiore protezione. Tuttavia il ministro ha evidenziato che il cambiamento culturale è altrettanto importante per ricostruire l’alleanza terapeutica tra medico e paziente.

La legge prevede ora l’arresto obbligatorio in flagranza per chi commette aggressioni contro medici e operatori sanitari e introduce la possibilità dell’arresto in flagranza differita in casi specifici. Proprio in questi giorni è stato eseguito il primo arresto di questo tipo: un uomo è stato fermato dopo aver aggredito con un manganello il primario del Pronto Soccorso di Lamezia Terme (CZ).

La nuova norma è stata accolta sostanzialmente con favore dagli ordini professionali e dai sindacati del settore sanitario, che da tempo richiedevano misure di tutela più severe per far fronte alla crescente ondata di violenza nelle strutture pubbliche. Il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, ha elogiato la legge, invitando però il governo a integrarla con ulteriori risorse per la videosorveglianza, ritenendo che un controllo visivo possa dare reale efficacia al provvedimento.

Anche il sindacato degli infermieri Nursind, attraverso le parole del suo segretario nazionale Andrea Bottega, rilasciate all’agenzia di stampa Ansa, ha riconosciuto l’importanza del provvedimento, anche se non lo ritiene risolutivo. Secondo Bottega “c’è solo un modo per fermare le violenze contro infermieri e medici ed è investire sul personale sanitario”.

 

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