Borgio Verezzi Cultura e Spettacoli In Primo Piano

Presentata a Genova la 58°edizione del “Festival Teatrale di Borgio Verezzi”

“Pirandello le chiamava ‘maschere nude’. – ricorda Maximilian Nisi, il nuovo direttore artistico del 58° Festival Teatrale di Borgio Verezzi – Mostrarci come siamo veramente richiede coraggio, temerarietà. Gli esseri umani, nel corso della loro vita, imparano a nascondersi a loro stessi e agli altri. Solo i bambini e i vecchi sono padroni dell’io, sono gli unici capaci di mostrarsi per quello che sono realmente. Essere e apparire: un fenomeno particolarmente significativo oggi, basta pensare alla virtualità che si nutre di apparenza e di maschere.”

Dal “Moby Dick” di Melville con Alessandro Preziosi, che apre il festival venerdì 5 luglio all’insegna del mare e delle sue illusioni, ai travestimenti divini dell’ “Anfitrione” di Plauto con Emilio Solfrizzi (9/10 luglio), dalle macchinazioni politiche di Jago, interpretato da Giuseppe Cederna nell’ “Otello” di ispirazione pasoliniana proposto da Arca Azzurra (13/14 luglio), a quelle erotiche delle “Relazioni pericolose” di Choderlos de Laclos con Viola Graziosi, Giorgio Lupano Silvia Siravo (26/27 luglio), fino alle metamorfosi magiche del “Sogno di una notte di mezza estate” (30 luglio) diretto e interpretato da Carlo Orlando e Eva Cambiale, il palcoscenico a picco sul mare di Borgio Verezzi torna ad ospitare i grandi racconti del teatro e della letteratura. Tutti percorsi dal filo sottile dell’inganno. Un tema ‘teatrale’ per eccellenza, diventato centrale in un’epoca dominata da social media, fake news, telecamere invadenti e convenzioni sociali sempre più complesse.

Nel programma scelto dal nuovo direttore artistico del Festival, ogni spettacolo propone in chiave originale la tensione tra ciò che si è e ciò che si vuole (o si deve) sembrare. Un gioco che si riverbera tanto nei classici quanto nella commedia contemporanea. Con “L’Illusione Coniugale” di Eric Assous (19/20 luglio), la felicità apparente della coppia perfetta interpretata da Rosita Celentano e Attilio Fontana, implode all’arrivo di un misterioso terzo incomodo – Stefano Artissunch – rivelando un mondo in cui “nessuna bugia è senza conseguenze e nessuna verità priva di rischi”. “Calcoli. Ovvero l’arte dell’inganno” è il titolo ‘programmatico’ di una delle più graffianti satire sociali firmate da Gianni Clementi, in scena il 2 e il 3 agosto con la regia di Blas Roca Rey, protagonista insieme a Pietro BontempoAndrea Lolli e Monica Rogledi. In “Un amore di peso” di Marco Cavallaro, sul palco insieme a Stella Pecollo , una coppia ‘imperfetta’, secondo i diktat dell’apparenza, si trova ad affrontare e vincere pregiudizi e body shaming (5/6 agosto). Mentre in “Video Club” (8/11 agosto) – l’ultimo straordinario successo parigino di Sébastien Thiery – Gianluca Ramazzotti e Elena Arvigo, diretti da Marcello Cotugno, propongono un plot innovativo sulla crisi coniugale che induce a una riflessione profonda sul mondo iperconnesso in cui tutti viviamo, facendo emergere verità taciute.

Fanno da contraltare a questa rete di equivoci e inganni le due proposte di teatro in musica, scelte per omaggiare due personaggi che con la loro vita e la loro opera hanno sfidato, anche drammaticamente, tutte le convenzioni e le apparenze. Torna in Liguria, proprio a due passi da Sanremo, “Avec le temps, Dalida“, portato con successo nei teatri di tutta Europa da Maria Letizia Gorga (16 luglio), e arriva in prima nazionale “L’amore scoppiò dappertutto” (21/22 luglio) uno spettacolo musicale dedicato Fabrizio De Andrè in occasione del 25° anniversario dalla scomparsa, interpretato da Laura Marinoni con l’accompagnamento dal vivo dell’Alessando Nidi Ensemble.

Si chiude nell’illusione fiabesca evocata dalle Grotte di Borgio Verezzi, le più colorate del mondo. In scena, “Una sottile pazzia“, tratto dai testi dello scrittore ligure Marcello Barlocco, e portato in scena Davide Diamanti (lunedì 12 agosto), e il visionario “Dreams“, ispirato a Lo cunto de li cunti di Basile, un affascinante percorso alla ricerca del filo magico che è in tutti noi, a cura della compagnia Teatro dell’Albero (14 agosto).

“Nel panorama attuale – sottolinea ancora Maximilian Nisi – l’arte materiale, quella fatta di creta, di marmo, di pittura e di uomini è quanto mai importante. Rende materiale l’immateriale; predilige l’essere all’apparire. Il teatro, lo spettacolo dal vivo, mette in scena maschere, è vero, ma sono maschere che non nascondono l’uomo bensì lo restituiscono alla sua consapevolezza d’essere altro da ciò che appare. I caratteri prendono vita nelle parole del drammaturgo e nell’interpretazione degli attori e diventano esseri viventi che si relazionano con il pubblico. Questa non è solo arte, è magia.” 

Informazioni sull'autore del post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *