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Genova, il progetto di comunità dei 3 sestieri Prè-Molo-Maddalena compie un anno: oltre 100.000 persone coinvolte

Compie un anno il Progetto di comunità dei tre Sestieri del Centro Storico, Prè, Molo e Maddalena, frutto della coprogettazione tra la Direzione Politiche sociali del Comune di Genova e 90 enti del terzo settore del Patto di sussidiarietà per la Rigenerazione del Centro Storico. Il Progetto, realizzato come prima esperienza pilota nel Sestiere del Molo con capofila la Cooperativa Sociale Il Ce.Sto, si è esteso quest’anno ai sestieri di Prè e Maddalena, con diverse centinaia di operatori, volontari e cittadini coinvolti con il comune obiettivo di progettare la promozione di relazioni sociali, riscoprire il valore del vivere all’interno di una comunità, consolidare il senso di appartenenza e condividere con l’amministrazione comunale azioni che facciano rivivere i caruggi come luogo dove sia bello abitare, lavorare e trascorrere il tempo libero.

Durante il primo anno sono state raggiunte oltre 100.000 persone di ogni età con varie attività, in un continuo processo di “citizen engagement”. Sono stati realizzati laboratori per bambini e famiglie, iniziative socio-culturali e grandi eventi trasversali (ad esempio “M.U.R.A Festival”, “ReSister”, “Dënâ – il Natale dei Sestieri”, il Carnevale, la “Notte Bianca dei bambini”, “Dai Vicoli al Cielo – visite alle Chiese del centro”, “Terrazzi aperti” e “Nuovi SguarDi sul Centro Storico”), attività per incentivare l’aggregazione ad esempio sulla lettura, con l’apertura della biblioteca Kora, l’avvio del bookcrossing e il progetto La biblioteca va a spasso. Sono state valorizzate figure della storia di Genova anche attraverso i luoghi, come Colombo e la sua casa, De André e il suo museo e i laboratori musicali per i ragazzi. Sono stati realizzati i laboratori per il verde, progetti sulla mobilità sostenibile (Bici BOOM, la Bicicletteria dei Giustiniani) e l’ecosostenibilità, incontri con i cittadini (i caffè delle mamme, le panchine dell’ascolto, il fotovoice). Sono nati spazi contaminati come la FiorIsteria del Molo, la Falegnameria sociale e MomArt, presidi sociali e community hub di promozione e aggregazione sul territorio (come l’hub dell’Archivolto), i progetti rivolti ai giovani come il progetto Deck e per la movida responsabile, ma anche gli empori solidali per la distribuzione di generi di prima necessità.

«Il Patto di Sussidiarietà si è allargato in questo anno e ha portato a importanti risultati che hanno visto un crescente coinvolgimento delle persone non solo che vivono nel centro storico, ma anche che vi lavorano o scelgono di viverlo nel proprio tempo libero perché ne hanno riscoperto i valori di comunità – dichiara l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Genova Lorenza Rosso – il bilancio di questo primo anno è decisamente positivo: amministrazione e quasi 100 enti del terzo settore hanno lavorato assieme, condiviso una progettazione per una pianificazione strategica che mette al centro i bisogni e i desideri della persona nella più ampia azione di rigenerazione del centro storico, che poggia sul cardine imprescindibile della socialità. Siamo al primo giro di boa e sono convinta che nei prossimi anni potremo, continuando a lavorare insieme, allargare ancora di più questa rete che sta già raccogliendo grandi risultati in termini di valorizzazione sociale del nostro straordinario centro storico. L’obiettivo è portare anche questo progetto in altri Municipi, come con Startappe che, partito dai caruggi, sta avendo un grande successo anche nella casa di Quartiere di Certosa».

«La sperimentazione di questi due anni ci ha permesso di capire come sviluppare attività per contribuire alla rigenerazione del centro storico – aggiunge Marco Montoli, presidente della Cooperativa Il Ce.Sto -. In collaborazione con tutti i soggetti che operano e vivono i 3 diversi sestieri progetteremo attività con il focus di coinvolgimento attivo della collettività per la nascita di nuove comunità che possano permettere una costante rivitalizzazione del centro cittadino, intervenendo in un filone ritenuto fondamentale in tutte le strategie di rigenerazione urbana nazionale, per il rafforzamento delle comunità e per potenziare e fare in modo che possa diventare elemento distintivo del centro storico genovese e non solo».

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