“Con gli ultimi tagli del Governo la sanità pubblica è ancora di più sull’orlo del baratro. A sostenerlo i dati della Fondazione Gimbe diffusi oggi che sottolineano gli impatti devastanti sui sistemi sanitari. Oltre 3 miliardi in meno rispetto all’ultimo Documento di Economia e Finanza. Il Governo conferma che saranno sempre meno le risorse per la sanità pubblica e che il rapporto Spesa sanitaria/Pil continuerà a scendere fino al 6,1 per cento nel 2026, contro una media europea del 7,1%. Questi tagli in Liguria vogliono dire circa 82milioni di euro in meno rispetto a quanto previsto nel Documento di Economia e finanza e una prospettiva di calo ulteriore da qui al 2026, con risorse che non saranno neppure in grado di sterilizzare i maggiori costi dovuti all’inflazione. Un taglio che si tradurrà in meno prestazioni, meno assunzioni, meno sanità territoriale”, lo afferma il capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria Luca Garibaldi commentando i dati Gimbe sul Nadef.
“Di fronte a questo quadro drammatico, con il rischio del collasso del sistema sanitario ligure, Toti continuerà a tacere, subendo le scelte di un governo che non vuole irritare (magari per ottenere in cambio un terzo mandato) o chiederà, come stanno facendo gli altri presidenti di Regioni, più investimenti per la sanità pubblica, per difenderla e rilanciarla e riportarla al livello degli altri Paesi Europei? Serve un cambio di passo: questi tagli sono il colpo di grazia alla Sanità come diritto universale”, conclude Garibaldi.




