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CGIL Liguria, 53 anni fa lo Statuto dei Lavoratori: “Il lavoratore, anche sul luogo del lavoro, non diventa una cosa”

La proposta di varare una legge che sostiene al tempo stesso i #diritti dei lavoratori e l’agibilità delle organizzazioni sindacali nei luoghi di lavoro viene avanzata per la prima volta da Giuseppe DiVittorio nel 1952. Il Segretario Generale della Cgil e “padre costituente” nel corso del III Congresso della Confederazione (Napoli, 26 novembre – 3 dicembre 1952) sostiene la necessità di portare la “Costituzione nelle fabbriche” e, quindi, la democrazia nei luoghi di lavoro perché: “Non c’è e non ci può essere nessuna legge la quale stabilisca che i diritti democratici garantiti dalla Costituzione siano validi per i lavoratori soltanto fuori dall’azienda. È vero che le fabbriche sono di proprietà privata, ma non per questo i lavoratori divengono anch’essi proprietà privata del padrone all’interno dell’azienda. Il lavoratore, anche sul luogo del lavoro, non diventa una cosa, una macchina acquistata o affittata dal padrone, e di cui questo possa disporre a proprio compiacimento. Anche sul luogo del lavoro, l’operaio conserva intatta la sua dignità umana, con tutti i diritti acquisiti dai cittadini della Repubblica italiana”, concludono dalla CGIL Liguria.

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