Attualità Genova

Genova, presidio dei sindacati per il rinnovo dei contratti dei 50 lavoratori in somministrazione nelle Prefetture e Questure liguri

Un presidio Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uil Temp e funzione pubblica di tutte le province liguri a Genova per il rinnovo dei contratti dei 50 lavoratori in somministrazione nelle Prefetture e Questure di Genova, Savona, La Spezia e Imperia con contratto scaduto il 31 dicembre.

Negli ultimi anni il personale civile, deputato alle funzioni amministrative di Prefetture e Questure, è diminuito drasticamente determinando una carenza di organico ormai in tutti gli Uffici, compresi quelli che hanno una grande rilevanza per il tessuto sociale ed economico del Paese. Da oltre un anno e mezzo per sopperire alle carenze di personale, 23 lavoratori “somministrati” (dipendenti di Agenzie interinali) erano stati inseriti presso gli Uffici Immigrazione della Questura e della Prefettura di Genova. L’assegnazione, però, era a tempo determinato, ed infatti dal 31 dicembre u.s. il loro contratto scaduto non è stato rinnovato, nonostante fossero state trovate le risorse!”.  Affermano i sindacati.

Abbiamo chiesto con forza che vengano confermati gli stessi lavoratori che hanno lavorato nel 2022 presso gli Uffici Immigrazione, ancorché con altra agenzia interinale. Le Questure, anche in questa occasione, sono state costrette a colmare i vuoti negli uffici amministrativi con personale della Polizia di Stato che però è reclutato e formato per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica nelle nostre città”.

Nelle Prefetture la situazione è ancora più critica perché, a fronte delle già numerose funzioni tradizionalmente svolte, via via ne vengono attribuite di nuove, non riuscendo però a sopperire all’evidente sottodimensionamento dell’organico che, ad oggi, si attesta intorno al 50%. Settori importanti e cruciali come la Protezione Civile, l’Antimafia, il Contenzioso e molti altri, sono in ginocchio da tempo. Solo di recente –  spiegano – si sta tentando di rimpinguare gli organici con concorsi nazionali, le cui procedure sono risultate lente e spesso reclutano persone che arrivano da regioni troppo lontane dalla Liguria, che si vedono costrette a rinunciare quando hanno contezza della sede assegnata. E’ arrivato il momento di studiare forme di reclutamento regionali”.

Spesso si fa riferimento alla lentezza della burocrazia e alla necessità di semplificare e snellire… tutto vero, ma servono provvedimenti organizzativi tempestivi, in primis il necessario turn over del personale, nonché una dotazione tecnologica adeguata e un’apposita formazione che coinvolga anche il personale già esistente. In conclusione, forse per la prima volta, non possiamo esimerci dal denunciare con forza che anche nel Ministero dell’Interno, ‘non si possono fare le nozze con i fichi secchi’”.

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