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L’Ordine degli Psicologi premiato da Assoutenti per il progetto “Benessere psicologico e oltre”

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 22 dicembre, l’Ordine degli Psicologi della Liguria ha ricevuto da Assoutenti un riconoscimento per il progetto “Benessere psicologico e oltre” che ha visto l’Ordine rispondere a 227 richieste di primo colloquio psicologico nell’arco di otto mesi, tra maggio 2021 e gennaio 2022. «Si è trattato di un progetto innovativo nel campo della prevenzione e tutela della salute sotto diversi aspetti, a cominciare dal contesto nel quale è stata erogata la consulenza: gli sportelli di rete delle associazioni dei consumatori, luoghi che tradizionalmente sono ubicati nel tessuto sociale», spiega Mara Donatella Fiaschi, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Liguria.

Il 75% del campione è rappresentato da donne, per un’età media di 41 anni. I principali problemi riportati dagli interessati avevano a che fare con la gestione dell’ansia, scarso benessere generale, aspetti traumatici e problemi fisici. Mediamente, durante l’attività di consulenza sono stati condotti quattro incontri per ogni partecipante. Dall’analisi delle schede di autovalutazione degli psicologi le attività più frequenti durante gli interventi di consulenza hanno compreso l’esplorazione e l’espressione dei sentimenti e dei problemi, la comprensione personale e azioni mirate al benessere soggettivo delle persone.

Si è inoltre evidenziato che nel 59 % dei casi la consulenza psicologica è stata sufficiente per affrontare la difficoltà portata e aumentare il proprio livello di benessere, mentre il restante 41% delle persone seguite è stato inviato presso un servizio psicologico del servizio sanitario nazionale o privato, per interventi specifici. Dal confronto sulle differenze dei punteggi medi raccolti tramite la somministrazione di un questionario, che misura gli esiti degli interventi psicologici, il Core-Om, somministrato all’inizio ed alla fine dell’intervento, si è notato un decremento dei punteggi su tutte le dimensioni, che corrisponde ad un generale miglioramento delle condizioni di benessere. Nel totale delle dimensioni le persone con punteggi alti di gravità sono passate dal 29% al 6%.

I risultati finali evidenziano come le persone abbiano percepito un miglioramento delle condizioni di benessere psicologico. Al contempo aver fotografato la condizione di salute psicologica all’inizio della consulenza ha evidenziato un generale stato di gravità moderata nel benessere stesso del campione esaminato. Le caratteristiche delle persone che si sono rivolte al servizio sono state eterogenee, comprendendo situazioni riferibili a disturbi emotivi comuni e sintomi sottosoglia, ma anche persone con disturbi cronici.

«Se da una parte le analisi sull’efficacia dell’intervento mettono in luce come in entrambi i casi vi siano dei miglioramenti nel benessere individuale, dall’altra le analisi qualitative evidenziano come l’intervento risulti più consono per persone con livelli lievi o moderati di sofferenza – riprende Fiaschi –. I risultati riguardanti gli invii presso servizi di secondo livello sembrano testimoniare l’efficacia dell’intervento nelle situazioni più lievi, fornendo alle persone gli strumenti necessari per aumentare autonomamente il proprio benessere.».

 

Il progetto pilota “Benessere psicologico e oltre” rappresenta la base da cui partire per intraprendere azioni virtuose nel campo della salute di comunità come, ad esempio, il progetto dello psicologo di base, sulla scorta di quanto sta già accadendo in altre Regioni. «I risultati ottenuti suggeriscono la necessità di individuare ulteriori setting di prossimità vicini alla cittadinanza. Inoltre, appare importante la cura delle relazioni e della formazione delle persone coinvolte nel progetto stesso per permettere l’avvicinamento di realtà professionali differenti. La diffusione, la pubblicizzazione e la comunicazione inerenti ad interventi di questo tipo sembrano richiedere una cura particolare, per permettere il raggiungimento e l’intercettazione dei bisogni di sostegno psicologico anche in quelle persone che abitualmente non si avvalgono di questo tipo di interventi», conclude la presidente dell’Ordine degli Psicologi.

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