Politica

Nuovo assessore regionale alla Sanità, CGIL Savona: “Necessario mettere in campo nuovo modello socio-sanitario”

“Da pochi giorni la Liguria ha un nuovo assessore alla Sanità, peccato che la programmazione socio sanitaria per i prossimi anni sia già stata decisa dal suo predecessore nonché presidente della Regione Liguria”, lo rende noto CGIL Savona.

“Tecnici o politici alla guida della sanità? L’Asl 2 ha personale molto competente, anche tecnici, ma ciò che servirebbe alla nostra provincia in tema di sanità e socio sanitario sono “scelte politiche” profondamente diverse da quelle compiute fino ad oggi. Lo ribadiamo per l’ennesima volta e lo facciamo anche con il nuovo assessore: prima di compiere scelte serve un nuovo confronto con il territorio savonese, con i sindaci, i comitati, le organizzazioni sindacali e con i cittadini. Non perpetua l’errore del precedente assessore. Altrimenti nulla cambierà”.

“Se il modello socio sanitario continuerà ad essere quello voluto da Toti e company la situazione indipendentemente da chi ha la delega non potrà che continuare a peggiorare in termini di qualità e di efficacia così come accaduto negli ultimi anni”.

“Per questo è necessario mettere in campo un nuovo modello socio sanitario che risponda al territorio, alle esigenze delle persone, che investa in sanità pubblica, in personale, sulla rete ospedaliera e soprattutto sulla sanità territoriale a 360 gradi, lasciando alle spalle la svendita ai privati, le privatizzazioni e il profondo buco in tema di programmazione avvenuto in questi anni”.

“La Cgil Savona c’è, forte delle sue proposte e della sua conoscenza del territorio (problemi e opportunità), a disposizione per iniziare finalmente una confronto serio e leale con il nuovo assessore con l’obbiettivo di migliorare la condizione di vita di migliaia di persone, partendo dai lavoratori che nella sanità lavorano”.

“Ribadiamo che il servizio sanitario nazionale va garantito in maniera universale a tutti i cittadini e non può essere legato al profitto e svenduto al privato, così come non devono essere regalate al privato strutture previste dal Pnrr per il decentramento della sanità sul territorio, presidi che dovranno essere aggiuntivi alla rete esistente e non sostitutive di ospedali, e che vanno rese operative con il personale e per le funzioni previste – conclude la Cgil Savona – Nella nostra provincia l’11% della popolazione, fonti Istat, rinuncia a curarsi per ragioni economiche. Sono numeri inaccettabili di persone a cui si sta negando il diritto alla salute

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