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Savona, quattro nuovi posti letto e l’assunzione di 6 neurologi e due infermieri e Oss: è lo scenario del nuovo centro ictus del San Paolo

Avrà 4 nuovi posti letto attrezzati nel rispetto dei criteri tecnologi impiantistici previsti, con particolare riferimento al monitoraggio ventiquattr’ore su ventiquattro del paziente, e sarà posizionato all’interno della struttura complessa di Neurologia il nuovo “Centro Ictus” dell’ospedale San Paolo di Savona. Oltre a prevedere l’assunzione di 6 neurologi, 2 infermieri e altrettanti Oss.

A definire lo scenario futuro di questo importante reparto e a fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori, sono stati nel pomeriggio odierno i vertici di Asl 2 Savonese e il presidente della Regione, nonché assessore alla Sanità, Giovanni Toti.

Attualmente sono già in funzione i 4 monitor 12” multiparametrici “Goldway” modello G30E Philips che, collegati ad una centrale di monitoraggio da remoto, consentono di visualizzare contemporaneamente tutti i parametri vitali dei pazienti sotto osservazione.

Una dotazione strumentale acquisita grazie a un contributo di 20mila euro concesso da Fondazione “A. De Mari” che, spiegano i vertici Asl, “ha permesso di mettere a disposizione del Centro un’attrezzatura tecnologica di ultima generazione in grado di garantire un alto livello di intensità di cura“.

Una volta terminati i lavori, la cui previsione riguarda al momento il mese di marzo 2022 per un costo complessivo di circa 400mila euro, il reparto dotato di 19 posti letto dei quali 4 riabilitativi, temporaneamente collocato al primo piano lato Savona del Monoblocco per lasciare spazio ad aree Covid, verrà trasferito al settimo piano, lato Albissola, con una dotazione di 24 posti letto (compresi i 4 del Centro Ictus), in locali completamente ristrutturati.

L’equipe di operatori composta da neurologi e personale sanitario dedicati alla cura in fase acuta dei pazienti colpiti da questa patologia garantirà, come già avviene tutt’oggi, l’assistenza h24 e una verifica continua delle condizioni cliniche dei pazienti.

Il funzionamento dei posti letto dedicati al monitoraggio dei pazienti in fase acuta prevede l’adeguamento agli standard indicati dalla normativa, sia per il personale medico che per il personale assistenziale e di supporto, oltre alla programmazione dell’attività formativa dedicata. Da qui l’esigenza delle nuove assunzioni già citate.

Anche per il trattamento dell’ictus come per altre patologie “tempo-dipendenti” l’Asl 2 si avvale di una rete di strutture organizzata secondo il modello “Hub and Spoke”

Spiega ASL 2: “La ‘Stroke Unit’ di Savona si caratterizza per essere un centro di primo livello (Spoke), serve un bacino di utenza di circa 160mila abitanti, ed è attrezzato per rispondere diffusamente al fabbisogno di ricovero e cura della maggior parte dei pazienti con ictus cerebrale intervenendo sulla patologia nell’immediato, garantendo la massima tempestività dalla comparsa dei sintomi

L’Unità Operativa di Neurologia, invece, si occupa in emergenza/urgenza dell’inquadramento diagnostico (attraverso indagini specifiche come TAC o Risonanza Magnetica encefalo, Angio RM od Angio TC, Ecocolor Doppler TSA e Doppler Transcranico), della valutazione neurologica (scale neurologiche come la NIHSS e la Scala di Rankin modificata) e della clinica generale, oltre che della somministrazione dei trattamenti più appropriati tra cui la Fibrinolisi sistemica quanto prima possibile e comunque entro le 4 ore e 30’ dall’esordio dei sintomi.

In seguito alla stabilizzazione del paziente è previsto il ricovero per ulteriori accertamenti e cure fino alla possibile dimissione con eventuale monitoraggio in telemedicina ed attivazione di Assistenza Domiciliare Integrata o al trasferimento ad un centro specializzato per la riabilitazione.

Alcuni pazienti colpiti da ictus ischemico, dopo la Trombolisi endovenosa possono necessitare di una trombectomia meccanica nel qual caso vengono inviati in sicurezza alla Stroke Unit di II livello dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure (Hub) dove è presente un’equipe che si occupa della parte interventistica, tramite trasporto protetto con medico rianimatore o medico dell’automedica a bordo.

La gestione del paziente con ictus prevede il lavoro coordinato di un’équipe multiprofessionale comprendente, oltre ai neurologi, personale infermieristico, terapisti della riabilitazione e logopedisti per garantire un modello di trattamento in grado di ridurre significativamente mortalità e disabilità legati alla malattia. La Stroke Unit oltre ad accogliere i pazienti in fase acuta, ha anche valenza riabilitativa, per migliorare il work up diagnostico, la prevenzione secondaria e in particolare per la riabilitazione precoce“.

Va considerato che l’Ictus rappresenta una patologia strettamente tempo-dipendente e che in caso di necessità di trattamento specifico con trombolisi è necessaria una tempestività massima di 4 ore e mezza dalla comparsa dei sintomi affinché la terapia possa garantire una possibile efficacia nella riduzione delle conseguenze anche invalidanti“. hanno proseguito i vertici di ASL 2.

Al San Paolo già dal 2012 ai pazienti colpiti da ictus è garantito, quando necessario, il trattamento con trombolisi sistemica effettuato da un Neurologo, solitamente già in Pronto Soccorso, con monitoraggio per le 24 ore successive sino al ricovero presso il reparto di Neurologia, diretto dal dottor Marcello Manzino, dove operano medici e personale infermieristico di grande professionalità ed esperienza“.

Come più volte puntualizzato Asl2 assicura ai cittadini della Provincia di Savona che la patologia ischemica cerebrale, tempo–dipendente, viene trattata in tutto il territorio sulla base delle linee guida nazionali e internazionali vigenti e secondo i migliori tempi di risposta previsti“.

Finalmente sta per essere ultimato un presidio che Savona attende da anni. Il nuovo Centro Ictus dell’Ospedale San Paolo a marzo sarà pronto, in integrazione con le funzionalità del Dea di II livello, rientrando nel piano di riammodernamento della nostra rete sanitaria – ha detto il governatore Toti – L’ictus cerebrale è la causa più frequente di disabilità in persone adulte e una delle più frequenti cause di mortalità ed è per questo che ci siamo battuti con forza per attivare una struttura che aiuterà gli operatori sanitari a salvare vite umane, con la riduzione di conseguenze anche invalidanti. La velocità di intervento è necessaria per affrontare questa malattia ed è per questo che questo centro è particolarmente importante per tutto il territorio“.

L’attesa e l’importanza di un centro dedicato a questo disturbo cerebrale è giustificata dai dati che, in epoca pre Covid, vedevano il nosocomio del capoluogo ricoverare mediamente 800 pazienti l’anno, di cui circa 300 ricevono una diagnosi di ictus ischemico, e di questi ultimi circa il 20% è sottoposto a trombolisi sistemica, endovenosa.

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