Sciopero e manifestazione a Cairo Montenotte dei lavoratori di Schneider Electric per protestare contro la cessione del sito produttivo valbormidese ad un’azienda terza e chiedere alla proprietà di rivedere la decisione. Lo sciopero si è sviluppato su otto ore a livello nazionale. Il corteo è partito alle 9.30 ed ha attraversato Via Roma fino a giungere a Piazza della Vittoria dove c’è stato l’incontro con le istituzioni cittadine. In valbormida il futuro dell’azienda interessa circa 130 persone.
“Il fatto che una multinazionale come Schneider intenda lasciare il nostro territorio è una pessima notizia anche se nell’immediato tutti i posti di lavoro venissero salvaguardati. Il progetto industriale che il gruppo ci ha illustrato per sommi capi non ci convince in alcun modo”.
“Gli affidamenti in questi anni erano altri ed i lavoratori hanno sempre fatto la loro parte per garantire la produttività e la profittevolezza del sito. Si tratta quindi di una nuova e bruttissima pagina nelle relazioni industriali sul nostro territorio. Per questo ci batteremo affinché si receda da una decisione che contestiamo sia dal punto di vista della prospettiva industriale che occupazionale”, ha affermato la FIOM
“Come FIM CISL Liguria esprimiamo forte preoccupazione per il futuro dei 133 lavoratori e delle loro famiglie, che non possono e non devono essere sacrificati per perseguire esclusivamente logiche di profitto, che rischiano di impoverire ulteriormente un territorio come quello della Valbormida già pesantemente interessato da crisi storiche che hanno già determinato il riconoscimento di Area di Crisi Complessa per l’intera zona. È inaccettabile apprendere della vendita del polo produttivo di Cairo Montenotte da parte di un grande gruppo come Schneider Electric a mezzo stampa senza aver potuto valutare e condividere insieme e per tempo eventuali soluzioni alternative. La nostra attuale posizione è quella di opporsi strenuamente alla vendita per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori che in questi anni hanno contribuito alla produttività ed alla prosperità di tutto il Gruppo Schneider. La mobilitazione di oggi ed il successivo incontro con le Istituzioni hanno voluto evidenziare la necessità di costituire un fronte comune unito per raggiungere l’obiettivo del mantenimento dei posti di lavoro nello stabilimento di Cairo”, spiega Simone Mara, Coordinatore territoriale Fim Cisl Liguria. Mentre Simone Pesce, Responsabile Cisl Savona: “Si tratta di un’ennesima brutta pagina di relazioni sindacali sia per metodo che per merito: la tempistica e le modalità con cui sono stati gestiti fino ad oggi l’informazione ed il confronto con il sindacato di categoria territoriale lasciano molti dubbi sulla qualità e sulla trasparenza dei rapporti mentre la soluzione paventata, allo stato attuale, non può che preoccupare per le scarse garanzie in termini di tenuta occupazionale e stabilità produttiva per lo stabilimento. Purtroppo questa vicenda si annovera tra i tanti casi nei quali aziende multinazionali decidono di abbandonare il nostro Paese con scarso confronto, con motivazioni esclusivamente economiche e senza alcun riconoscimento rispetto ai territori che le hanno ospitate (e, in alcuni casi aiutate) nonché nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno contribuito per anni al loro successo. Occorre, insieme alle istituzioni ed ai vari livelli, approfondire i termini della vertenza per tutelare il patrimonio produttivo e professionale percorrendo tutte le strade possibili (a partire dal recesso dalla decisione dichiarataci dall’azienda di cessione dello stabilimento) ed individuando la soluzione più appropriata per tutte le parti in causa che garantisca continuità produttiva nel tempo ed equivalenti garanzie occupazionali”.







