Sono cominciate questa mattina le operazioni di sgombero di una parte campo nomadi di Savona nella zona “Fontanassa”. Sul posto sono presenti la Municipale, i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia, i vigili del fuoco e ambulanze. “Si tratta di un’attività necessaria a seguito delle ordinanze emesse a fine dicembre 2019 e regolarmente notificate ai proprietari dei manufatti che non hanno provveduto a ottemperare”, ha detto la sindaco Ilaria Caprioglio.

“Tale azione è stata messa in campo contemperando la necessità di ripristinare la legalità e di eliminare le situazioni di potenziale pericolo che mettono a rischio l’incolumità delle persone residenti con l’esigenza di tutela dei soggetti fragili che occupano i manufatti interessati”
“A tale proposito l’amministrazione comunale ha già provveduto a mettere a disposizione del nucleo familiare interessato alloggi di proprietà di Arte, all’uopo ristrutturati a carico del comune, e già disponibili per il pronto trasferimento delle persone, alle quali momentaneamente è stata garantita l’accoglienza in apposita struttura residenziale, in attesa che vengano ultimate le operazioni di trasloco. Tengo a precisare come non si sia trattato di uno sgombero ma di un’attività finalizzata ad eliminare esclusivamente strutture abusive non autorizzate e neanche autorizzabili che erano state oggetto di ordinanza sindacale regolarmente notificata da mesi e mai ottemperata dai diretti interessati. Per tutte le famiglie con fragilità che occupano i manufatti abusivi, sono stati messi a disposizioni alloggi di ARTE ristrutturati, avendo anche attenzione a non dividere il nucleo famigliare di 12 persone. Preciso inoltre come si sia arrivati a tale intervento a seguito di reiterati atti amministrativi e ripetuti incontri in Comune e nell’area con le persone interessate. Abbiamo ritenuto opportuno attendere, stante la mancata ottemperanza dell’ordinanza da parte dei diretti interessati, la fine della stagione fredda, dell’emergenza sanitaria e dei lavori di ristrutturazione degli alloggi di ARTE. Ma non si poteva attendere ancora alla luce dei problemi alla rete idrica: il 30 giugno l’acquedotto chiuderà il contatore per gl insoluti e coloro che proseguiranno a vivere nei manufatti regolari all’interno dell’area dovranno avere contatori di acqua propri o cumulativi e dovranno allacciarsi all’acquedotto in maniera corretta. Sussistevano infine problemi di sicurezza, perchè all’interno delle baracche abusive vi erano allacci elettrici non a norma, bombole del gas e stufe a legna. Una situazione suffragata da sopralluoghi eseguiti dagli organi tecnici, compresi i Vigili del Fuoco, per porre rimedio alla quale avevo emesso ordinanza. Abbiamo agito con fermezza ma soprattutto, con attenzione e sensibilità, dopo aver esperito nei mesi passati ogni tentativo al fine di addivenire a una soluzione concordata.
“Abbiamo proposto soluzioni abitative ai 4 nuclei familiari che occupano manufatti abusivi, oggetto delle ordinanze di demolizione emesse a dicembre 2020, regolarmente notificate e non ottemperate dagli interessati. Due nuclei familiari, uno di 12 persone e uno di 3 persone, al momento hanno accettato di trasferirsi in 4 appartamenti di Arte ristrutturati a spese del comune. Gli altri due nuclei familiari, per un totale di 10 persone di cui solo 2 risulterebbero residenti a Savona, hanno invece rifiutato sia gli alloggi ristrutturati proposti sia la collocazione temporanea in struttura alberghiera. Sta proseguendo il tentativo di mediazione, soprattutto, attraverso gli assistenti sociali”.
L’avvocato Maria Gabriella Branca ha predisposto un ricorso al TAR contro il regolamento del Comune di Savona. “Ci si aspettava il distacco della luce e dell’acqua, invece oggi si stanno eseguendo la demolizione delle casette con grave violazione dei diritti, non hanno nemmeno avuto il tempo di portare via le proprie cose. Il regolamento è contrario alle norme europee e al precedente regolamento del Comune stesso”.





