Politica

Rossetti-Arboscello (PD-Articolo Uno): “Sul Parco del Beigua, il presidente della Giunta regionale convochi la conferenza degli enti locali”

Sebbene il Consiglio regionale si sia dichiarato contrario in modo unanime allo sfruttamento minerario del Monte Tarinè finalizzato all’estrazione del titanio, abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna il presidente della Giunta ad attivare la procedura di convocazione della conferenza degli enti locali nel cui territorio ricade il Parco Naturale regionale del Beigua per arrivare alla modifica dei confini dell’area protetta“.

È la richiesta contenuta in un documento depositato dal gruppo Partito Democratico – Articolo Uno e che ha tra i primi firmatari i consiglieri regionali Pippo Rossetti e Roberto Arboscello.

“Vista la posizione del Tar – spiega Rossetti – e i rischi che si aprono con l’autorizzazione propedeutica a possibili estrazioni servono percorsi per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente: l’unica strada percorribile è aprire la procedura, prevista per legge, di consultazione dei comuni per l’ampliamento del parco i cui confini devono essere estesi al Monte Tarinè e alle aree interessate alla ricerca. Il comune di Urbe deve essere compreso nel parco e la Regione si assuma la responsabilità di fare ciò che è in suo potere per bloccare questo genere di iniziative in territori in cui l’attività estrattiva non è fattibile. A maggior ragione dopo che il Tar ha rigettato la richiesta di sospendere l’autorizzazione alla ricerca del titanio avanzata dai Comuni del Parco, la politica non deve aspettare che i tribunali risolvano i problemi: ora è il momento della responsabilità delle forze politiche regionali”.

“L’obiettivo – prosegue Arboscello – è tutelare una risorsa preziosa e unica per il nostro entroterra come quella del Beigua, comprensorio che ospita una grande quantità di aziende e attività agricole, di allevamento e forestali, oltre a imprese che danno lavoro e generano prodotti alimentari di alta qualità e producono servizi di pulizia e gestione del territorio. Nel corso degli anni si è avviato un percorso di valorizzazione del territorio dal punto di vista ambientale, economico, agricolo, forestale e turistico finanziato anche con fondi del Programma di Sviluppo Rurale che non deve essere minato da un’attività economica potenzialmente distruttiva del territorio. Quindi, ben venga l’ampliamento dell’area protetta”.

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