Ho appena presentato un Ordine del Giorno per ottenere una modifica della durata delle concessioni demaniali per finalità turistico ricettive, ossia i beni incamerati appartenenti al Demanio statale. Con questo atto, da me predisposto e condiviso da tutto il gruppo di Cambiamo!, si vuole arrivare a garantire una sostenibilità tra gli investimenti di recupero necessari sugli immobili e il periodo di concessione, così da ottenere il ritorno economico sull’investimento stesso.

“I beni incamerati appartenenti al Demanio Marittimo devono essere gestiti, per legge, dai Comuni nei quali tali strutture sono ubicate, comportando per le amministrazioni locali un onere decisionale rilevante. – spiega Alessandro Bozzano, consigliere regionale di Cambiamo in Liguria e primo firmatario dell’Ordine del Giorno – Molti di questi beni hanno una funzione strategica per la loro destinazione d’uso e per l’inserimento nel più ampio disegno di sviluppo delle città; ma la crisi economica del settore turistico, influenzata anche dalla pandemia in corso, ha accentuato fortemente le difficoltà nella ricerca di una destinazione d’uso compatibile con la crescita delle comunità in cui questi beni sono inseriti. Molti di questi immobili, si pensi ad esempio al Nautilus di Varazze, situazione che conosco molto bene essendo situato nella mia città, necessitano di interventi strutturali ingenti per poter essere reinseriti nel circuito turistico economico”.
“Le risorse per tornare a rendere fruibili questi immobili – prosegue il consigliere arancione – dovrebbero venire dispensate dallo Stato che però, talvolta, non è nella condizione di poterlo fare. A farne le spese sono le strutture stesse, degradate dallo scorrere del tempo e dall’incuria, e quindi le città in cui esse sono ubicate”.
“La compartecipazione del privato, con tutti i vincoli di destinazione d’uso, diventa quindi assolutamente necessaria per la valorizzazione di questi beni – conclude il consigliere varazzino – Oggi le concessioni di tali beni possono avere però una durata non superiore ai vent’anni, in ragione dell’entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di utilizzo delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni. Tale concessione non è però sufficiente per ammortizzare i costi degli investimenti sostenuti dai gestori e per garantire loro degli utili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con numerosi beni abbandonati e in grave stato di degrado.
Chiediamo perciò al presidente Toti e alla Giunta regionale di attivarsi per sensibilizzare lo Stato su questo aspetto, che sarebbe sicuramente risolvibile con una semplice modifica della scadenza temporale esistente sulle concessioni, aumentandola da vent’anni a un massimo di quaranta. Un emendamento di questo tipo risolverebbe un problema di fondamentale importanza, consentendo il giusto rilancio turistico che questi beni meritano”.






