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Gli studenti delle Superiori liguri scrivono a Toti: “Il pensiero di chi vuole tornare a scuola non corrisponde con quello della maggioranza degli studenti”

 Gli studenti liguri scrivono al presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti sottolineando come il ritorno a scuola si a deleterio e rischi di far aumentare nuovamente la curva dei contagi innescando una possibile terza ondata :”Fra settembre e ottobre l’orario è cambiato innumerevoli volte seguendo l’andamento dei contagi e si è ritornati alla dad dopo poco più di un mese di didattica in presenza Ora, con l’arrivo di una imminente terza ondata, c’è il rischio di ripetere la stessa esperienza: andare a scuola per qualche settimana per tornare in dad non appena la situazione peggiorerà. Questo chiederà continue modifiche dell’orario, in particolare per quanto riguarda l’incidenza della dad sul totale delle ore, scombussolando il lavoro dei professori e quello degli studenti che si ritroveranno così nella più totale incertezza. Allo stesso tempo, al momento non si può pensare di fare piani attendibili fino alla fine dell’anno scolastico, perché l’andamento epidemiologico potrebbe variare innumerevoli volte. Tutti noi siamo consapevoli che, nel caso in cui si dovesse tornare a scuola, saremmo costretti a farlo restando immobili ai banchi per l’intera giornata, con tanto di mascherine, senza nessuna possibilità di socializzare e di tornare alla ‘normalità. Vorremmo far presente che un ritorno in aula adesso implicherà vari altri disagi che andranno a incidere negativamente sulla qualità della vita degli studenti. Le entrate scaglionate richiederanno un recupero di ore che non può essere che fatto al sabato o al pomeriggio, togliendo tempo allo studio o ad altre attività che ogni ragazzo ha il diritto di poter fare, anche a casa propria. E si pensi a quei ragazzi che, dovendo affrontare un viaggio per recarsi a scuola, dispongono, anche in situazioni normali, di un tempo extra scolastico notevolmente ridotto. Inoltre nelle classi spesso è anche obbligatorio tenere le finestre aperte e questo ha già creato e creerà soprattutto nei mesi invernali situazioni invivibili e inaccettabili, con studenti e professori costretti a far lezione con cappotti e sciarpe. Per tutti tali motivi, ci appelliamo al suo buonsenso, sperando che le nostre argomentazioni non vengano ignorate”. Infine gli studenti attaccano i media che “ I media diano esclusivamente risalto a quelle poche persone che, pretendendo di parlare a nome di tutti gli studenti, chiedono di tornare a scuola. Tali dichiarazioni non rispecchino il pensiero della maggioranza degli studenti”, concludono.

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