Era lo scorso 30 giugno quando con una lettera raccomandata Emanuele Bria, Presidente Coldiretti sezione Albenga, nonché vicepresidente provinciale, segnalava all’amministrazione comunale la mancata pulizia di rive e argini, e la pericolosità della continua non cura del territorio della piana. Ma purtroppo, ancora una volta, a pagarne le conseguenze sono state le imprese del territorio, che nel giro di poche ore tra sabato e domenica, si sono ritrovate impotenti contro la violenza dell’acqua che ha sommerso campi e serre.
“Abbiamo più volte segnalato la pericolosità di mantenere i fiumi della zona nello stato in cui erano, – afferma il Presidente di Coldiretti Sezione Albenga Emanuele Bria – visto anche che i fenomeni atmosferici degli ultimi anni, dove colpiscono, provocano sempre ingenti danni. Nella stessa nota dello scorso 30 giugno come Coldiretti abbiamo chiesto un incontro specifico per approfondire e verificare la progettualità e le attività di gestione del territorio programmate per il periodo estivo. Ma arrivate le prime piogge, anche se eccezionali, la piana è stata ancora una volta sommersa dall’acqua e resi vani gli sforzi profusi dalle aziende agricole del territorio per risalire la china dopo un anno difficile come il 2020, caratterizzato dalla pandemia. Adesso a disastri avvenuti richiediamo, un incontro al comune di Albenga non solo per discutere come agire, ma soprattutto per verificare come e quando la Pubblica Amministrazione ai diversi livelli, dal locale al nazionale passando per il regionale, ripagherà i danni causati dalla non cura del territorio e soprattutto dalle inadempienze. Le imprese non possono e non vogliono accettare, ancora una volta, lo scarica barile tra i diversi livelli istituzionali”.
“Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, con una forte tendenza alla tropicalizzazione, – affermano il Presidente Provinciale Marcello Grenna e il Direttore Provinciale Antonio Ciotta – dove le precipitazioni sempre più intense, trombe d’aria, e vere e proprie bombe d’acqua, si abbattono su un territorio reso più debole dalla cementificazione e dalla noncuranza di molte aree, ma anche della mancanza di programmazione adeguata che valorizzi il ruolo di chi vive e lavora sul territorio come gli agricoltori. In questo difficile anno le imprese non possono permettersi altre perdite, e riteniamo fondamentale che venga messo in piedi un lavoro sinergico in modo da dare delle risposte concrete e permettere, in futuro, di non rincorrere sempre e solo l’emergenza”.







