Il primo weekend di apertura dei confini regionali dopo il lungo lockdown mette in allarme i liguri che vedranno giungere migliaia di turisti piemontesi e lombardi nelle rispettive seconde case. Una prospettiva che incuite un certo timore alla luce dell’emergenza sanitaria non ancora terminata. Il sindaco di Bereggi, Roberto Arboscello, ha parlato di questo timore, commentando: “In paese è comparso questo lenzuolo.
Al di la del metodo, che condanno perché facilmente strumentalizzabile e che si presta a equivoci e malintesi (non è certo questo il modo migliore per comunicare) credo che questo striscione sia emblematico dello stato d’animo dei bergeggini e dei liguri.
Va dato peso alle preoccupazioni dei liguri.
Se da un lato è necessario provare a preservare e rilanciare il turismo per evitare che i nostri territori sprofondino ancor più in una crisi economica irreversibile dall’altro c’è una grande preoccupazione per la salute e la gestione del periodo estivo.
In altre regioni, vedi Emilia e Veneto, si è ricorsi a una campagna massiva di tamponi, si sta procedendo a test sierologici diffusi sulle categorie direttamente a contatto con il pubblico e tanto altro ancora, rendendo quelle regioni sicure agli occhi di chi ci vive e dei turisti.
In Liguria no. E qualcuno dovrà risponderne.
E attenzione, perché non è vero che i liguri non vogliono i turisti. Li vogliono eccome. Vorrebbero solo poter gestire il tutto in modo chiaro e organizzato”. Lo striscione è stato successivamente rimosso.







