Fase 2″ a livello regionale e nazionale. Il commento di Simone Ziglioli, coordinatore dei Circoli del Partito Democratico della Val Bormida: “In questi giorni abbiamo assistito ad un lavoro molto intenso del Presidente della Regione Liguria e della sua Giunta per elaborare un provvedimento che ha anticipato di poche ore il dispositivo governativo, rispetto alle riaperture e allo svolgimento di varie attività sul territorio ligure.
Non entrando nel merito del provvedimento regionale, che ha creato parecchio caos interpretativo e che è stato sconfessato da parecchi Sindaci preoccupati per l’impatto sulle comunità, ci preme evidenziare una situazione a dir poco particolare.
Mentre la Giunta Regionale si applicava in maniera intensa per consentire le passeggiate a cavallo che, con tutto il rispetto, ci appaiono attività marginali relativamente alle molte sofferenze di cittadini, imprese, artigiani, ancora una volta non vengono affrontate questioni sanitarie dirimenti come la riapertura millantata, sbandierata e ovviamente rinviata a data da destinarsi, di un ospedale, come quello di Cairo Montenotte, che è stato punto di riferimento per oltre 40.000 persone. Nessuna menzione, nessuna azione concreta è stata fatta per la riapertura dei nosocomi chiusi ad inizio emergenza, neanche nella logica, peraltro applicata anche da altre Regioni, di ospedali No-covid, oltre che di tenuta sanitaria territoriale e per il soccorso.
Nonostante gli appelli fatti dalla società civile, costituitosi in comitato civico, dal Partito Democratico a livello locale, provinciale, regionale, nessuna risposta.
Riteniamo che questo, oltre ad essere una mancanza di rispetto per tutti i cittadini Valbormidesi, per i promotori ed i firmatari della petizione, che ha raccolto in pochi giorni oltre 5.300 firme, sia una mancanza ulteriore di gestione dell’emergenza.
Il Gruppo Consigliare Regionale del Partito Democratico che ringraziamo, e in particolar modo il consigliere Regionale Mauro Righello, stanno lavorando in maniera concreta per avere risposte a livello istituzionale.
Ci auguriamo che questo silenzio non sia legato alla mancata volontà di riaprire l’ospedale in forma pubblica al più presto, per rispondere come converrebbe alle istanze che, giustamente, il territorio ha palesato forte e chiaro”.






