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Festival Sanremo 2020, Paolo Palumbo testimone della SLA e della voglia di non mollare

Momento forte alla seconda serata di Sanremo

Insieme alla dura e lucida denuncia di Rula Jebreal contro la violenza di genere, il messaggio di speranza di Paolo Palumbo, il più giovane ragazzo europeo malato di SLA resterà tra i momenti incancellabili di questo Festival che racconta non solo i cambiamenti della musica e dei gusti musicali ma anche la realtà, la società e i suoi protagonisti. Paolo Palumbo, cuoco oristanese di 22 anni affetto da SLA. E’ una vera sfida alla malattia che l’ha colpito quattro anni fa, quando ne aveva appena 18, la canzone che il giovane ha cantato Parole e musica sono sue. E la malattia che gli ha tolto la voce non gli impedirà di cantarla guidando con gli occhi il “comunicatore vocale” che gli ha ridato in qualche modo la parola. Aveva provato ad arrivarci partecipando alle selezioni di Sanremo Giovani, ma al secondo passaggio era stato escluso. Lo ha ‘ripescato’, invitandolo, Amadeus, che era rimasto colpito dalla sua storia e dalla sua determinazione. «Io sono Paolo, ho 22 anni ed ho la SLA: l’ho scoperto 4 anni fa», recita l’inizio della canzone  «La mia non è la storia di un ragazzo sfortunato, ma quella di un ragazzo che non si è arreso alle difficoltà»

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