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Savona, reparto area cure infermieristiche: Ardenti (Lega): “I famigliari avranno la possibilità di stare vicino ai propri cari senza limiti di orari”

Potranno accedere al reparto coloro che, appartenenti alle fasce più deboli della popolazione, devono essere dimessi dall’ospedale ma che hanno esigenza di rimanere ancora per un periodo in un luogo “protetto”

Il capogruppo della Lega in Regione, Paolo Ardenti commenta l’inaugurazione dell’area cure infermieristiche ospedale territorio, approdata a Savona dopo le esperienze maturate in questi due anni al Galliera e all’Istituto Brignole di Genova con risultati molto importanti, introducendo però una nuova fondamentale componente che è quella della partecipazione dei medici di famiglia.

Dopo la sperimentazione dell’infermiere di famiglia e comunità (avviata con i progetti delle Aree interne e dell’Asl2 in Valbormida) e l’apertura dei centri per i disturbi cognitivi e le demenze questo reparto a conduzione infermieristica rappresenta un ulteriore collegamento ospedale/territorio utilizzando il linguaggio degli operatori sanitari, ma che io preferisco invece definire come luogo in cui i pazienti, le loro famiglie e tutti coloro, che si prendono cura della nostra salute, si incontrano.

Potranno accedere al reparto coloro che, appartenenti alle fasce più deboli della popolazione, devono essere dimessi dall’ospedale ma che hanno esigenza di rimanere ancora per un periodo in un luogo “protetto”, o pazienti che sono assistiti in ambito domiciliare dal proprio medico di famiglia ma necessitano di un periodo di osservazione costante perché affetti da patologie croniche non sufficientemente compensate.

I famigliari avranno la possibilità di stare vicino ai propri cari senza limiti di orari, ci sarà un costante rapporto tra i professionisti ospedalieri e il medico di famiglia, ma soprattutto ci sarà molta attenzione nel dare le giuste informazioni ai parenti che poi a casa dovranno prendersi cura del paziente”.

Purtroppo il dibattito politico sulla Sanità continua a concentrarsi solo su esigenze puramente sanitarie, dimenticando di toccare invece quella che è la quotidianità della malattia lasciando troppo spesso alle persone e alle famiglie l’impressione di essere abbandonate a se stesse. Il merito dell’Assessore Viale è l’aver perseguito un obiettivo fondamentale, lavorando su ciò che in Liguria mancava e cioè l’attenzione su quella popolazione fragile che ha bisogno di risposte semplici e quotidiane, che è poi la stragrande maggioranza dei pazienti liguri. Il merito di tutte le Professioni Sanitarie è l’aver mantenuta viva l’attenzione sulla necessità di umanizzazione del sistema sanitario, portando nuove energie e vitalità nei progetti di riforma. Un percorso lungo e faticoso, fatto di 4 anni di lavoro duro e silenzioso, ma che ora ci permette di ricostruire tassello dopo tassello un sistema sanitario intorno ai nostri malati”.

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