Il libro narra l’ultimo anno di vita di Carlo Vanzina
Enrico Vanzina è. Anzi, sono. E’ innaturale pensarli separati, lui e il fratello Carlo. Erano una cosa sola. I “Fratelli Vanzina” è un marchio di fabbrica, un’eccellenza italiana, culturale e artistica.
L’uno regista, l’altro sceneggiatore e soprattutto scrittore, sono entrambi cresciuti a pane e cinema in una famiglia il cui padre, conosciuto con il nome d’arte di Steno (al secolo, Stefano Vanzina), aveva diretto monumenti del calibro di Totò, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Ugo Tognazzi, Raimondo Vianello, Franco e Ciccio, Bud Spencer, cominciando da subito a frequentare l’ambiente cinematografico. Enrico, il primogenito, che ha ereditato la passione per la scrittura dal nonno Alberto giornalista piemontese del Corriere della Sera, ha griffato le più belle sceneggiature della commedia all’italiana. Non dispiaccia la definizione non certo denigratoria di “Cinepanettoni” per identificare la produzione artistica di Carlo ed Enrico, coniata per identificare il ciclo dei film “Vacanze” che puntualmente arrivano nelle sale durante il periodo natalizio: incassi stratosferici, risate e il racconto-sullo sfondo- dei vizi (tanti) e virtù (altrettante) degli italiani. “ Io e Carlo abbiamo soltanto continuato a fare quello che nostro padre e Mario Monicelli ci hanno insegnato: ossia osservare la realtà del nostro paese e raccontarla attraverso un cinema popolare– ha detto Enrico ai microfoni di “This Morning” su Radio 104 SavonaSound ospite di Chiara Giuria e Katia Orengo.


Il legame simbiotico tra i due è stato condensato nel libro “Mio fratello Carlo”, una narrazione della quotidianità dell’ultimo anno di vita di Carlo Vanzina. L’abbraccio soffocatorio della malattia lo ha spento nel Luglio dello scorso anno ed Enrico ha voluto ripercorrere questo lungo addio affidandolo alla penna e alle emozioni. “E’ un libro commovente che fa bene al cuore- ha proseguito- perchè è la cosa più bella che ho fatto nella mia vita. E’ una cosa molto speciale, scritta con la mano di Carlo che mi guidava nella quale ho raccontato il suo ultimo anno di vita, la malattia e cosa vuol dire andare incontro alla morte. Il rapporto tra chi aspetta e chi guarda la persona amata andarsene è qualcosa che ho sentito di dover raccontare. Per tutta la vita ho cercato di proteggerlo anche perchè ero il fratello maggiore ma nell’ultimo anno la prospettiva si è ribaltata ed è stato lui a proteggere me. Carlo ha saputo affrontare con grazia, intelligenza e serenità anche la malattia“.
Il libro verrà presentato questa sera alle 21 nella Sala Conferenza Ex Kaimano ad Acqui Terme al termine di una rassegna dedicata al cinema. “Proietteremo anche un video di circa 20 minuti con tutti i personaggi dei nostri film”.
(foto: ANSA.it)






