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Laura Pranzetti Lombardini a Radio 104 Savona Sound: “E’ maleducazione soffiare sui cibi. Si aspetta ma non si soffia e non si annusa”

Ospite questa mattina a “This Morning”

Un viaggio in simpatia, leggerezza e semplicità nel mondo del “Savoir Faire”. La lezione di Laura Pranzetti Lombardini, ospite questa mattina a “This Morning” con Katia Orengo e Chiara Giuria, ha regalato consigli e suggerimenti per essere allineati alle regole del galateo. Da Facebook ai social in genere, passando per le formule di saluto e i ringraziamenti in ogni circostanza. Il tutto mediato dall’osservazione quotidiana da cui scaturiscono la riflessione e la rimodulazione dei comportamenti. “Ho due cognomi non perchè sono nobile! Sette anni fa il Direttore editoriale di Feltrinelli mi chiese di scrivere un libro. A quel punto mi sono concentrata su quello che facevano le persone: guardare, scendere, salire da un autobus, ho osservato la vita di tutti i giorni. Ho preso appunti, ed è stata lei che mi ha detto: “Se parla di galateo deve avere due cognomi”, così ho adottato il mio e quello da sposata, devo molto ai libri che sono stati un veicolo incredibile. La televisione è un divertissement che poi è diventato un lavoro: sono opinionista di Mattino 5, Porta a Porta, Detto Fatto e mi diverto moltissimo”.

Entrando nei dettagli, è inequivocabile la sua posizione sui social e sulle tante App (non ultima FaceApp che invecchia il volto delle persone rendendole come potrebebro essere in età avanzata): “E’ un gioco al massacro, ci vogliamo del male? rincorrere la giovinezza è anacronistico, ma invecchiarci per curiosità…mah….Godiamoci il momento, ogni momento della vita ha le sue tappe. Si apre facebook e si vedono signori canuti, donne con la mascella cadente. L’hanno scorso avevamo il secchio d’acqua che era a fine benefici, quest’anno questa App. Postiamo solo il bello oppure un bel paesaggio, cibo, natura, attualità. I filtri di bellezza? Photoshop apparteneva ai grandi fotografi per le modelle e la carta patinata, chiunque di noi ha difetti, qualità e peculiarità, rincorrere il perfezionismo diventa ridicolo e patologia”.

Importanti anche i contenuti: “Non usiamo i social a fini politici e non dimentichiamo che Facebook, Instagram, Twitter, sono il prolungamento di noi stessi per cui rischiamo di dare un’immagine sbagliata di noi. I social, servono per esprimere opionioni, sensazioni, ma mai senza aggressività e polemica, ad esempio mai scrivere messaggi apparentemente collettivi che vogliono colpire il singolo. Affrontiamoci parlando faccia a faccia. Da uno studio, peraltro, è emerso che riusciamo a sostener lo sgurado altrui mediamente 4 minuti perchè ormai abbiamo gli occhi solo su smartphone e computer e non siamo più abituati all’interazione de visu, ma quando possiamo, guardiamoci negli occhi. Lo sguardo è rivelatore. Quando si ha un interlocutore davanti è meglio togliersi gli occhiali da sole per tutta la conversazione a meno che non abbiamo il sole in faccia”.

Sempre in tema di rapporti personali, ecco una rapida guida ai saluti: “Dire piacere quando si incontra una persona mai vista prima è sbagliato perchè non sappiamo se è un piacere. Quando ci si presenta è sufficiente nome e cognome e un sorriso, quando ci congediamo allora sì, se siamo stati bene possiamo dire “E’ stato un piacere”.

“Buon appetito ha un retaggio storico, prosegue, riguardava i pranzi nobili. Gli avanzi venivano dati alla servitù e il signore augurava Buon Appetito. Oggi è una mancanza di rispetto verso chi ha cucinato”. sui saluti: “Salve significa salute a te antico romano. Dobbiamo invece dire ad esmepio: Buongiorno signor professore”. Salve è sgradevole”. Quando si va a trovare un amico o un’amica: “La regola è non andare mai a mani vuote, non si fa cadere dall’alto un presente “sai che fatica ecc.” e la persona lo deve sempre aprire davanti al donatore, non però quelli di Natale perchè si aprono sotto l’albero. Si ringrazia non il 26 dicembre ma il 27 e con una telefonata, mai con un messaggio o WhatsApp.

Infine al ristorante. Sulle mance: “Se siamo contenti, un riconoscimento va lasciato ai camerieri ma solo se lo meritano. Deve essere un riconoscimento meritocratico. E’ maleducazione soffiare sui cibi. Si aspetta ma non si soffia, non si annusa e, nel caso del risotto, si comincia a mangiare dai lati”.

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