Sanremo. Tutto in nome dell’armonia, della coincidenza degli opposti e dell’incastro giusto. E il principio dell’equilibrio è già reso visibile dalla scenografia che rappresenta onde armoniche sullo sfondo di un golfo mistico di musicisti a corredo della scala, quasi invisibile ma che appare al momento giusto. Parte così la sessantanovesima edizione del Festival della Musica Italiana che Baglioni battezza: “Siamo qui per vivere una nuova avventura con energia, euforia, poesia, per un cammino lungo da qui fino a sabato che ci porti verso la meta dell’armonia, che è il senso di questo avvenimento. Andremo là dove ancora non sappiamo ecco perché mi sono definito dirottatore artistico. Auguro buon viaggio a tutti, tutti insieme”. Il cantautore romano saluta come Papa Francesco: “Buonasera” e poco ci manca che chieda al pubblico di pregare per lui! Ne avrà bisogno, lo attendono giornate terribili.
Ci sono ventiquattro artisti da radiografare e l’unica cosa che resta è mettersi comodi e cominciare a macinare i minuti come chilometri in onore della maratona più nostrana che c’è, cominciando il conto alla rovescia verso la finalissima. Sul palco ci sono il “dirottatore” Baglioni e Fratello Sole e Sorella Luna, al secolo Claudio Bisio e Virginia Raffaele che, se proprio non ci possono regalare “il cielo e le chiare stelle”, almeno donano sprazzi di leggerezza. Apre Francesco Renga e chiude Mahmood, in mezzo c’è Nostra Signora di Mompracem, Loredana Bertè sempre passionale; Nek, Paola Turci, tutti i grandi big e gli emergenti come The Zen Circus, Achille Lauro, Boomdabash. E’ presto per dare sentenze e azzardare pronostici ma Ultimo e Loredana Bertè hanno ben impressionato. Dal cilindro esce anche l’emozione di rivedere sul palco Andrea Bocelli salutato dalla standing ovation. Il cantante toscano ripropone il pezzo del debutto che gli diede il successo nel 1994: “Il mare calmo della sera” in duetto con Claudio Baglioni. Al piano, il chiodo nero che indossava allora e che poi cede al figlio Matteo: “Non è un passaggio di testimone – dice Bocelli al figlio – ma è un augurio. Poi il duetto con Matteo sulle note di Fall on Me.
Tra gli ospiti entusiasma Pier Francesco Favino che spazza via come un tornado Claudio Bisio. Con Virginia Raffaele, splendida spalla, porta in scena uno sketch sui musical dell’anno: lei si veste da Mary Poppins e lui da Freddy Mercury, sullo sfondo le suore di Sister Act.
Una prima serata che scorre via fluida, in scioltezza e con gli occhi lucidi nel ricordo di Fabrizio Frizzi che oggi avrebbe compiuto 61 anni e che sul palco dell’Ariston non è mai salito da conduttore. Qualche problema tecnico irrita Patty Pravo:”Ma sono venuta qui a cantare o a passeggiare?”: cose da Festival. Domani e giovedì riascolteremo tutte le 24 canzoni suddivise in due gruppi da 12 con altri ospiti, normali e super. Insomma, all’alba dell’1.40 vien da chiosare democristianamente che il Festival è di tutti e per tutti, ma il tradizionale quesito, la domanda senza risposta di questa edizione è: Baglioni quando all’inizio ha cantato: “Voglio andar viaaaa” esprimeva un desiderio? Prosit!




