Uncategorized

Il Capodanno cinese

Martedì 5 febbraio, per i Cinesi, sarà una giornata molto importante. In coincidenza con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, si celebrerà infatti la Festa di Primavera: una ricorrenza che gli Italiani chiamano “Capodanno Cinese” e che è rappresentata dal primo giorno del primo mese del calendario lunare.
lanterne rosse
Questa festa, che in lingua cinese è denominata “Chun Jie”, ha origini antichissime. Secondo quanto narra la leggenda, infatti, un giorno Buddah mandò a chiamare tutti gli animali che popolavano il mondo; all’appuntamento, però, si presentarono soltanto in dodici: il primo a giungere fu il topo, seguito dal bue, dalla tigre, dal coniglio, dal drago, dal serpente, dal cavallo, dalla pecora, dalla scimmia, dal gallo, dal cane e, per ultimo, dal maiale. In ricordo di quell’episodio, ogni anno del calendario astrologico cinese prende il nome da ciascuno di quei dodici animali, a comporre dei cicli di dodici anni destinati a ripetersi uno dopo l’altro.
Il simbolo principale di questa festa, come tutti sanno, è il drago. Secondo un’altra antica leggenda cinese, infatti, in questa ricorrenza si ricorda la sconfitta di un mostro sanguinario, terribile e feroce, di nome Nian, un drago dalla testa di leone che viveva sul fondo degli abissi marini. Nian emergeva dalle acque del mare una volta all’anno, il giorno del’inizio della Primavera, desideroso di divorare gli esseri umani, spargendo ovunque il panico ed il terrore. L’unica maniera per sfuggire a Nian era spaventarlo provocando un rumore assordante ed esponendo ovunque oggetti di colore rosso. Per questo motivo, ancora oggi, i Cinesi festeggiano l’anno nuovo con canti, strepitii, fuochi d’artificio, battendo tamburi, piatti, ciotole e utilizzando una quantità massiccia di colore rosso. Per questo motivo, dunque, non solo le decorazioni ufficiali, ma anche gli abiti di chi prende parte alla festa, così come le lanterne, ancora oggi, sono tutte di colore rosso. Dalla leggenda del Nian è nata la famosa Danza del Leone, con le tradizionali sfilate che, in modo pittoresco, si possono ammirare nelle principali città della Cina, con cui i Cinesi rievocano la cacciata del mostro dalle loro terre.
Drago
Così, allo scoccare della mezzanotte – qui da noi, in Italia, saranno le cinque del pomeriggio di lunedì 4 febbraio), inizierà l’anno del maiale – il 4716° dall’origine di questa tradizione popolare molto sentita nel grande paese asiatico. Un anno che terminerà il 25 gennaio del 2020, quando comincerà l’anno del topo.
Quello che è appena iniziato dovrebbe essere un buon anno: quello del maiale è infatti un segno di fuoco e chi nascerà nel corso dei prossimi dodici mesi dovrebbe essere particolarmente fortunato negli affari e in amore… almeno così ci hanno insegnato gli antichi saggi cinesi! Chi appartiene a questo segno è di animo generoso, dotato di grande sensibilità, forte di carattere, dotato di grandi capacità lavorative, paziente e modesto, onesto ed intelligente. Tra le sue debolezze, una certa propensione alla chiusura, alla timidezza, una certa ingenuità e una gran dose di possessività nei confronti della persona amata.
Maiale
Coloro che appartengono al segno del maiale sono nati nel 1911, nel 1923, nel 1935, nel 1947, nel 1959, nel 1971, nel 1983, nel 1995 e nel 2007.
Il Capodanno Cinese dà inizio ad una serie di festeggiamenti che durano 15 giorni e che si concludono con la Festa delle Lanterne (“Yuan Xiao Jie”) che, nel 2019, cadrà il 19 febbraio. Un lungo periodo, nel corso del quale i Cinesi esprimono il loro ringraziamento per ciò di buono che è avvenuto nei dodici mesi appena trascorsi, manifestando il desiderio che quello che sta per iniziare sia un anno prospero e felice.
La Festa di Primavera rappresenta per i Cinesi quello che per i Cristiani è il Natale: è la festa della famiglia, l’occasione tanto attesa per incontrare i propri cari e trascorrere insieme una giornata serena, davanti a una tavola riccamente imbandita.
Quest’anno, secondo quanto ha comunicato il telegiornale del canale televisivo nazionale cinese (CCTV), circa mezzo miliardo di persone si sono messe in viaggio, in treno, in aereo, in nave ed in automobile, per far ritorno ai loro luoghi d’origine e riunirsi con i propri genitori e con i propri parenti. Le donne sposate, di solito, si recano nella casa della famiglia del marito.
I giorni che precedono il Capodanno trascorrono in maniera frenetica: in ogni abitazione fervono i preparativi per la festa e si fanno le grani pulizie; tutto deve essere in perfetto ordine affinché l’appartamento possa mostrare il suo aspetto migliore con l’inizio del nuovo anno. Ma non solo: è questo un gesto di valore simbolico e scaramantico, pensato per allontanare la sfortuna e cancellare gli eventi che hanno segnato negativamente l’anno trascorso e per far sì che il nuovo anno inizi all’insegna degli auspici migliori. Per questo motivo, sulle porte delle case, all’interno e all’esterno, si appendono lunghe strisce di carta rossa recanti frasi beneaugurali in caratteri dorati, spesso accompagnate da disegni raffiguranti monete, banconote, oro, perle, gioielli, bambini, pesci: tutti simboli di grande fortuna. Una delle scritte più rappresentate, in questo senso, è l’ideogramma “Fú”, traducibile con “fortuna, felicità”, che viene appeso al contrario in segno d’augurio.
capodanno-cinese-maiale
Il rosso è il colore della festa e caratterizza ogni tipo di addobbo: in primo luogo le lanterne che vengono appese dentro e fuori le case. Grandi vasi ricolmi di fiori vengono collocati un po’ dappertutto nelle abitazioni, a simboleggiare il desiderio di prosperità e benessere per l’anno nuovo.
La sera dell’ultimo giorno dell’anno, la famiglia si riunisce, di solito nella casa del capofamiglia: intorno alle cinque del pomeriggio ci si siede a tavola e ha inizio il cenone, caratterizzato tradizionalmente da dodici portate, una per ognuno dei dodici segni del calendario cinese. Tra i piatti, prevalgono il pesce e la zampa di maiale, anch’essi simbolo di fortuna. È questo il momento dello scambio dei regali, consistenti, secondo l’usanza, in buste di colore rosso piene di yuan (le banconote cinesi), accompagnate da un biglietto d’auguri. Tutti, durante il banchetto, brindano ed esclamano “Xin nian kuai lè!” (“Buon anno!). I televisori, nel frattempo, trasmettono il seguitissimo programma di varietà di fine anno mandato in onda da CCTV.
Finalmente, allo scoccare della mezzanotte – un momento preceduto, come avviene in tutto il mondo, dal tradizionale conto alla rovescia – ci si scambia gli auguri e si pongono delle ciotole ricolme di riso di fronte alle foto e ai ritratti degli avi scomparsi. Subito dopo, fuori delle case e lungo le strade, si fanno scoppiare i petardi e i fuochi d’artificio, allo scopo di spaventare gli spiriti cattivi e farli fuggire via… I Cinesi sono molto scaramantici, come si vede!
Rientrati nelle abitazioni, si riprende a cenare: nel Nord della Cina è tradizione mangiare otto ravioli, un numero considerato particolarmente fortunato, da associare alla ricchezza e alla prosperità.
La mattina di Capodanno, per le strade delle città, al suono dei tamburi, dei gong, dei piatti e dei cimbali, sfilano i draghi, fatti di carta e di velluto, lunghi anche alcune decine di metri, dalle grandi teste variopinte: i draghi, nella tradizione cinese, sono figure mitologiche che simboleggiano la longevità, la prosperità e la pioggia.
lanterne
Durante i quindici giorni che seguono al Capodanno Cinese, nelle città e nei paesi, si respira un’aria di grande festa. Tutti si recano nelle case dei parenti e degli amici per portar loro gli auguri. L’ultimo giorno, in occasione della Festa delle Lanterne, le famiglie si riuniscono nuovamente e, la sera, banchettano per un’ultima volta in un’atmosfera di grande allegria. Per le strade si sparano ancora petardi e fuochi d’artificio; nelle città del Nord della Cina, nelle piazze, vengono anche esposte grandi statue di ghiaccio, di fronte alle quali gruppi di uomini e donne vestiti con i costumi tipici della loro regione eseguono danze e balli popolari.
Questo è ciò che avverrà in Cina… e che accadrà anche in molte case savonesi: i Cinesi che vivono e lavorano nella nostra città, infatti, sono circa 200. Una piccola comunità che, nei prossimi anni, è destinata ad aumentare, quando la piattaforma di Vado Ligure inizierà a funzionare a pieno regime.
Buon anno a tutti!
Giuseppe Milazzo

Informazioni sull'autore del post