Genova. È stato approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pd in Regione Liguria Giovanni Lunardon insieme al capogruppo di Rete a Sinistra Gianni Pastorino sull’ingiusta detenzione di Amal Fathy, moglie del presidente della ong egiziana Ecrf cui appartengono i consulenti della famiglia di Giulio Regeni. “Il voto unanime dell’aula – precisa Lunardon – è un segnale importante di civiltà, che dà ancora più forza a chi chiede il rispetto dei diritti umani in Egitto e che sia fatta luce sulla morte di Giulio Regeni”. Nello specifico il documento chiede alla Giunta ligure di adoperarsi presso tutte le sedi istituzionali competenti affinché “vengano scarcerate e fatte cadere le accuse nei confronti di Amal Fathy e di tutti gli altri attivisti per i diritti umani detenuti in Egitto; che le persone detenute siano trattate in accordo con le norme internazionali, incluse le garanzie di accesso alla tutela legale, alle famiglie e alle cure mediche; che la pratica sistematica di sparizioni e torture in Egitto, così come il processare i civili presso tribunali militari cessino immediatamente e che le torture e le sparizioni, inclusa quella di Giulio Regeni, debbano essere investigate da soggetti indipendenti e che i risultati di queste indagini vengano pubblicate in maniera trasparente e i colpevoli, chiunque essi siano, processati”.
Amal Fathy, ricostruisce Lunardon “è stata arrestata l’11 maggio scorso e portata alla stazione di polizia di Maadi, al Cairo, insieme al marito Mohamed Lotfy, direttore della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (ECRF), un’organizzazione per i diritti umani in Egitto. Con loro c’era anche figlio di tre anni. Il procuratore di Maadi ha ordinato la detenzione della donna per 15 giorni in attesa di indagini. La sua detenzione è stata prolungata di altri 15 giorni lo scorso 7 giugno, nonostante la palese insussistenza delle accuse”. Negli ultimi due anni, si legge nell’ordine del giorno, “i membri dello staff dell’ECRF sono stati spesso oggetto di maltrattamenti e persecuzioni da parte del governo egiziano. Tutto questo si inserisce in un contesto di sempre maggiori azioni repressive da parte delle autorità egiziane, in particolare nei confronti dei difensori dei diritti umani, e di preoccupante accanimento riscontrato nei confronti dei legali e dei consulenti della famiglia Regeni”. L’ECRF, continua Lunardon, “è ben noto per il suo lavoro sulle sparizioni forzate in Egitto e in particolare sul caso dello studente italiano dell’Università di Cambridge scomparso il 25 gennaio 2016 e ritrovato in un fosso alla periferia del Cairo il 3 febbraio successivo”.
“L’Unione Europea ha siglato un Accorto di Partenariato con l’Egitto e nelle Priorità di partenariato per il 2017-2020 viene chiaramente espressa preoccupazione e vengono ancorati i rapporti al rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto. Le autorità Egiziane devono cessare immediatamente di perseguitare gli attivisti per i diritti umani e le loro famiglie così che possano continuare il loro importante e legittimo lavoro”.





