Savona. Ribaltando la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura di Savona contro l’annullamento del decreto con cui nell’aprile del 2016 – in periodo di sede vacante – era stato conferito al viceprefetto Fabrizia Triolo l’incarico di prefetto vicario e la reggenza dell’area Ordine e Sicurezza pubblica. Lo scrive oggi il quotidiano economico online Savonauno. Il decreto era stato subito contestato davanti al Tar dall’allora viceprefetto Andrea Santonastaso. Il ricorso di Santonastaso impugnava gli atti relativi all’assegnazione dell’incarico di vicario alla dottoressa Triolo (che non si è costituita in giudizio né in sede di Tar né davanti al Consiglio di Stato) rilevando che il capo dipartimento che aveva sottoscritto gli atti non era competente per la nomina, che rientrava invece nella sfera dei poteri discrezionali del prefetto.
Il Tar Liguria aveva accolto il ricorso ritenendolo fondato sotto il profilo dell’incompetenza: la nomina del vicario, in quanto di carattere fiduciario, appartiene alla diretta competenza del prefetto. Il decreto legislativo 139/2000 prevede che “gli incarichi di viceprefetto vicario e di capo di gabinetto negli uffici territoriali del governo e gli incarichi di diretta collaborazione con i capi di dipartimento individuati con decreto del Ministro dell’interno, sono conferiti dal prefetto o dal capo del dipartimento all’atto dell’assunzione delle relative funzioni”. Nel senso che la competenza, hanno rilevato i giudici amministrativi, “appare logicamente ripartita, nel senso che al prefetto spetta il conferimento dell’incarico concernente il proprio ufficio ed al capo del dipartimento interessato gli altri”.






