Uncategorized

Il Caffè "Euterpe"

A quarantacinque anni dalla sua chiusura, il ricordo del “Caffè Euterpe” rimane vivissimo nella memoria di molti Savonesi.
euterpe-immagine-in-evidenza-1
La storia di questo storico locale, situato in via Niella, dove si trova attualmente la pizzeria “Barbarossa” e dove, fino a non molti anni fa, esisteva la pizzeria “Manolo”, ebbe inizio nel lontano 1873 quando Giacomo Frumento, soprannominato “u Cuggèn” per via del suo luogo di nascita, aprì in questo luogo l’“Osteria di Quiliano”: si trattava, nella sostanza, di una bottiglieria dove, seduti ai tavolini, giocando a carte e conversando, gli avventori potevano gustare degli ottimi vini provenienti dall’entroterra savonese e, in particolare, proprio il nostralino di Quiliano.
Sposato con Carolina, Giacomo Frumento ebbe da lei Caterina Frumento che, a sua volta, si unì in matrimonio con Luigi Silan, che era imparentato con il celebre scultore Antonio Brilla. Dalla loro unione nacquero Giacomo (familiarmente conosciuto come “Nino”) e Valentino (soprannominato “Litto”).
1536540_354183968055435_2011587923_n
Verso la fine del 1922, dopo cinquant’anni di attività, Giacomo Frumento lasciò in eredità al nipote Valentino la sua osteria. E fu da questo momento che ebbe inizio la storia dell’“Euterpe”. “U Litto” era nato il 1° novembre 1899 ed era reduce della Grande Guerra; egli restaurò con gusto il suo locale (cosa che, d’altronde, avrebbe fatto più volte negli anni successivi), lo fornì di ottimi vini liguri e piemontesi (provenienti in particolare da Alba e dalle Langhe), vi sistemò all’interno un bel bigliardo e, particolare importante e notevole per quegli anni lontani, lo dotò della macchina per fare il caffè espresso. Valentino Silan voleva però caratterizzare maggiormente la vecchia osteria del suo nonno materno; alla fine, dopo lunghe riflessioni, essendo un grande cultore e amante della musica e un autentico patito dell’opera lirica e del bel canto, decise di ribattezzare il suo locale col nome di “Bottiglieria – Caffè Euterpe”.
Nella mitologia greca – per chi non lo sapesse – Euterpe era la figlia di Zeus e di Mnemosine (la memoria), sposa del dio fluviale Striamone. Nell’antichità, Euterpe – il cui nome deriva dal greco eu (bene) e τέρπ-εω (piacere) e significa colei che rallegra – era la musa sia della poesia lirica sia della musica sia, unicamente, del flauto: per questo motivo era considerata protettrice della lirica e dell’auletica, ovvero della musica per flauti.
Il Caffè del “Litto” divenne subito frequentatissimo, tanto che il suo proprietario, nel volgere di pochi anni, iniziò ad essere apprezzato e considerato quale un valido operatore e un intelligente animatore culturale della vita sociale di Savona. All’“Euterpe” si recavano i musicofili, i maestri di musica, i cantanti e anche qualche direttore d’orchestra; spesso e volentieri, al suo interno, si eseguivano autentici piccoli concerti che deliziavano gli avventori del locale. La Corale del Teatro “Chiabrera”, in particolare, fece dell’“Euterpe” il suo ritrovo sociale. Anche la corale polifonica “Giuseppe Verdi” diretta dal maestro Attilio Acquarone (Imperia, 1885 – Savona, 1976) ne fece praticamente la sua sede: lo stesso Silan divenne il segretario di quella corale, che era stata costituita nel 1922 ed era divenuta corale del Duomo di Savona nel 1932 (poi destinata ad assumere il nome di “Scuola Polifonica Bartolomeo Della Rovere” nel 1950).
All’“Euterpe” sostarono, nel corso degli anni, i più bei nomi del mondo del teatro e della musica nazionale, personalità anche importanti, giunte a Savona per tenere qualche concerto al “Chiabrera”.
Ma, tra le tante qualità di Valentino Silan, vi era anche la grande, autentica passione per lo sport: inevitabilmente, così, il suo locale finì per esser frequentato anche da tanti sportivi, affermati anche a livello italiano. Grande amante del pugilato, ad un certo punto Silan sistemò addirittura in un angolo dell’“Euterpe” un punchingball e un paio di guantoni, per chi avesse voluto esercitarsi in tale arte sportiva. Ma non solo: la società ciclistica “Fulgor” decise che, in occasione della partenza delle corse, i corridori si radunassero davanti al “Caffè Euterpe” e la squadra di calcio “Lancia”, che vinse anche un campionato ligure di categoria, fu ospite per molti anni del Caffè del “Litto”.
Un evento molto importante, in questo storico locale, si verificò poi nel 1938, quando, per opera di Giovanni Battista Cassullo, Mario Panerai ed Enzo Giordano, vi fu costituito il complesso caratteristico “La Fastidiosa”. I due fratelli Silan divennero Segretari di quel gruppo musicale che all’“Euterpe” fissò praticamente il suo luogo di ritrovo (nel dopoguerra essa avrebbe avuto la sua sede ufficiale in via Paleocapa n. 3 interno 2) e i cui membri suonavano motivi napoletani con chitarre e mandolini accompagnati da altri strumenti di pretta invenzione napoletana. In particolare, la “Fastidiosa”, così come la “Rumorosa”, si distinsero negli anni Cinquanta per la loro partecipazione ai cortei carnevaleschi e per la loro presenza a sagre campestri, grandi e piccole.
La storia dell’“Euterpe” si chiuse la notte del 31 dicembre 1972, quando l’anziano “Litto” chiuse il suo storico Caffè, vecchio ormai di un secolo. Qualche anno dopo, come tutti sanno, nelle sale di quel locale nacque la pizzeria, tuttora frequentatissima.
Grande fu il rimpianto di tutti coloro che, nel corso degli anni, erano divenuti abituali frequentatori del locale di Silan. Un rimpianto che indusse alcuni dei suoi amici, nel 1990, a far pubblicare, per i tipi della Fratelli Spirito, un bel volumetto celebrativo intitolato “La Fastidiosa, l’Euterpe e altre storie”, con scritti dello stesso Valentino Silan, di Mario Muda, di Luigi Pennone e illustrazioni di Gigi Caldanzano.
Per chi volesse saperne di più, ne consigliamo la lettura: è tuttora rintracciabile nella nostra Biblioteca Civica.
Giuseppe Milazzo

Informazioni sull'autore del post