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Casus belli, Enrico Mantellassi: "La tassa di soggiorno la pago io"

Alassio. «La tassa di soggiorno? La pago io. Non esiste che quel balzello venga fatto pagare ai turisti». Dopo dodici al vertice dell’Associazione Albergatori ecco la risposta fuori dal coro di Enrico Mantellassi, una famiglia che fa “turismo per passione”. «La tassa di soggiorno è un’imposta ridicola. La colpa non è del sindaco di Alassio ma ella politica nel suo insieme. La sopravvivenza della categoria è fortemente a rischio. Molti alberghi e residence hanno chiuso o sono passati ad altra gestione – dice Mantellassi – Ammetto che far quadrare i bilanci tra spese di personale e interventi di manutenzione è diventato difficile. Resisto perché mi hanno insegnato a combattere, ma la storia della tassa di soggiorno da far pagare al turista con la scusa di migliorare i servizi non esiste».
Mantellassi è lo storico titolare dell’Hotel Toscana, un albergo che ha ospitato le nazionali di pallavolo, il ritiro degli azzurri della Mtb e di altre discipline sportive. «Ma soprattutto nel nostro albergo arrivano gli stranieri. Far pagare loro la tassa di soggiorno sarebbe controproducente. Pagherò di tasca mia quel balzello per non correre il rischio di perdere la clientela. Ho già inviato alle agenzie con le quali lavoro il listino prezzi con scritto “tassa di soggiorno inclusa”. Più chiaro di così». E potrebbe anche non essere il solo a decidere un provvedimento del genere che, per molti albergatori, suona come una beffa più che un incentivo a migliorare la qualità delle città e dei servizi come ribaditi dagli enti locali.

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