Albenga. Movimenti di protesta questa mattina davanti all’ospedale di Albenga per Massimo Biovi, un albenganese di 54 anni che da tempo vive un calvario legato al mondo della sanità. Massimo è stato il bodyguard di diversi personaggi famosi fino a quando un’embolia alla gamba destra lo ha costretto all’amputazione dell’arto. Oggi risulta invalido al 100% ma è stato messo in lista d’attesa per ottenere l’intervento di cui ha bisogno. Egli ha chiesto più volte aiuto, supportato dal gruppo albenganese Cittadini Stanchi, e ieri è finalemente riuscito ad ottenere una piccola vittoria: lunedì avranno inizio le visite che dovrebbero precedere l’intervento, ma lui ha comunque deciso di lanciare un appello alla politica locale, regionale e nazionale sul mondo della sanità. Questa mattina, accompagnato dai Cittadini Stanchi e da altri albenganesi, si è incatenato davanti all’ospedale di Albenga per rivendicare i diritti suoi e di altri che, come lui, hanno dovuto affrontare calvari in ambito sanitario; ma non solo, Massimo chiedeva anche la riapertura delle sale operatorie albenganesi ormai chiuse.
“Protesto – dichiara Massimo – perché le liste d’attesa sono troppo lunghe e qui ad Albenga hanno chiuso 3 sale operatorie su 4. Mi appello all’articolo 32 della costituzione, che dice che posso essere curato gratuitamente. Voglio che il diritto venga riconosciuto non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno dei problemi. Mi sono incatenato per dare un senso a questa protesta; cercano di ammanettarmi, ma non esistono catene né bavagli che possono tenermi. Lunedì per me inizieranno le visite, ma oggi sono qua anche per coloro che non possono parlare”.
Nel frattempo è arrivata anche la risposta dell’Asl 2 Savonese: “In merito all’odierno episodio di protesta verificatosi davanti all’Ospedale S.M.Misericordia di Albenga, l’Azienda precisa che la persona interessata aveva già un percorso attivato per la cura della sua problematica; nei giorni scorsi era già stato fissato un appuntamento per lunedì 4 dicembre (lunedì prossimo) per rivalutare l’idoneità della proposta terapeutica in funzione della situazione clinica comprendente più patologie. L’Azienda si scusa se si è ingenerato un fraintendimento con l’utente sul percorso terapeutico e sottolinea di voler operare in ogni circostanza per il benessere e la cura del paziente”.






