Savona. Da una parte l’iniziativa poi parzialmente rivisitata di Forza Nuova di indire a Roma una manifestazione per ricordare il 28 ottobre 1922, presa del potere del Fascismo e dall’altra il successo sempre più ampio di forze politiche che si richiamano aio valori della destra estrema in vari Paesi europei, hanno indotto l’Anpi, nazionale e locale, oltre ad una serie di associazioni dalle Acli, a Cgil, Cisl, Uil fino a Isrec, istituto storico per la resistenza e l’età contemporanea, Udi, Emergency e Libera ad indire per questo fine settimana l’iniziativa “L’antifascismo in Marcia” a cura del comitato antifascista. Invitati a partecipare partiti, associazioni di Centrosinistra e Movimento Cinque Stelle oltre alle amministrazioni locali.
Gli appuntamenti prenderanno il via venerdì 27 quando in piazza Sisto a Savona tra le 16.30 e le 18.30 si terrà un presidio con la partecipazione dello storico Giuseppe Milazzo che relazionerà in merito al 28 ottobre 1922 vissuto da Savona. Quando squadre fasciste occuparono militarmente diversi punti nevralgici della città dal municipio alle poste compiendo diverse violenze. Il pomeriggio vedrà anche l’intervento di un profugo africano che parlerà della sua esperienza nel Paese di origine.
Ci sarà anche un momento musicale con Alex Raso e Marta Giardina del gruppo “A Brigà” che canteranno canti della tradizione partigiana.
Sabato il clou delle iniziative in diverse zone del Savonese. Cinque i presidi, ad Albenga in piazza IV Novembre dalle 9 – 12, a Ceriale in piazza della Vittoria, dalle 10 – 12 a Finale in via Pertica dalle 9 – 12, ad Albissola Marina in piazza del Popolo 10 – 12.30 a Cairo in piazza Stallani e via Roma dalle 15 – 18. Nel capoluogo invece il comitato antifascista con la partecipazione del presidente della Provincia Monica Giuliano e del vicesindaco di Savona Massimo Arecco renderà omaggio alla lapide che, all’interno del porto, ricorda i sei martiri antifascisti, fucilati dalla repubblica sociale il 1 novembre 1944. Si tratta di tre donne e tre uomini. Luigina Comotto, la più anziana, settantenne, fucilata dai militi fascisti in quanto ospitava in casa partigiani che sparavano dalle finestre, il più giovane Stefano Peluffo, appena diciottenne, fratello di Don Gino Peluffo, già parroco di Lavagnola, e presente sabato alla cerimonia insieme al vescovo diocesano Mons. Gero Marino,Paola Garelli, Franca Lanzone, Giuseppe Baldassarre, Pietro Cassani. Saranno lette per l’occasione lettere scritte dai condannati prima dell’esecuzione e una poesia.
La presidente dell’Aned Maria Bolla terrà poi un intervento per ricordare i sei martiri e le loro situazioni.
Samuele Rago, presidente dell’Anpi provinciale ha affwermato: “Dobbiamo non solo ricordare questi tristi eventi della nostra storia ma anche trasmettere concretamente questi valori alle nuove generazioni che non li conoscono. Persino coloro che oggi si dicono di destra e fascisti spesso ignorano cosa abbia rappresentato veramente quel periodo e quali ne siano i contenuti. Purtroppo in Europa spira un vento gelido di destra assai preoccupante. E non possiamo pensare che certi fenomeni che già abbiamo visto in passato, magari sotto forma diversa, non abbiano più a verificarsi. D’altra parte il razzismo strisciante di oggi è stato anche il padre di fascismo e nazismo di ieri”. Il direttore dell’Isrec Mario Lorenzo Paggi ha aggiunto: “La resistenza è un valore di tutto il popolo italiano. Lo stesso Togliatti nel 1944 inviava una lettera informale ai vari gruppi partigiani impegnati nella guerra di liberazione con la quale faceva presente che quella guerra di liberazione era soltanto finalizzata a liberare l’Italia dal nazifascismo e non aveva implicazioni di sorta come l’instaurazione nel nostro Paese di un regime comunista che andasse a succedere a quello fascista”.
Sottolineata anche da parte dei sindacati e degli altri presenti lo sforzo di formare non solo i giovani ma anche i docenti su quanto realmente accadde in quegli anni bui e su conquiste importanti come la Costituzione italiana del 1948.





