Vado Ligure. Sono almeno 50 le manifestazioni di interesse avanzate da altrettante realtà industriali sulle aree della centrale termoelettrica Tirreno Power messe a disposizione con il piano di riqualificazione formulato dal gruppo a seguito della rinuncia, l’anno scorso, a proseguire con la produzione di energia elettrica impiegando carbone. Sono cresciute durante l’estate e in vista di quello che è il Call previsto dal decreto di area di crisi complessa per il Savonese, avviato lo scorso 26 settembre, che entro un mese dovrebbe vedere presentare offerte per le varie aree disponibili per nuovi insediamenti industriali nel Savonese.
Con 10 di queste aziende Tirreno ha in atto trattative più avanzate e concrete. A spiegare come si sta evolvendo la situazione è il direttore delle relazioni esterne Enrico Erulo: “Rispetto allo scorso giugno quando avevamo già annunciato che alcuni soggetti si erano detti disponibili a valutare la possibilità di insediare produzioni sulle nostre aree. (Allora si parlava di 25 – 30 aziende) i numeri sono cresciuti. Ma la cosa più importante è che dalle semplici manifestazioni di interesse di ieri siamo passati ad una decina di trattative in stato avanzato con almeno una decina di questi soggetti. Tanto che oggi esistono almeno 2/3 aziende che possono rappresentare una opportunità di rilancio per ciascuno dei 5 lotti disponibili. Ci vorranno ancora 60 giorni però per avere gli esiti”.
Ma quali sono i settori in cui queste aziende operano e quanti posti potrebbero offrire?: “Parliamo di società che operano nei settori della manifattura, della logistica alimentare ma anche della meccanica di precisione. Ci sono realtà locali, italiane, europee e anche un’azienda americana. Parliamo di un centinaio di posti di lavoro diretti, ma l’indotto potrebbe prevedere numeri anche maggiori”, afferma Erulo. E per i dipendenti che ancora sono in forza a Tirreno cosa si prevede?: “La cassa straordinaria era stata concessa l’anno scorso per 120 persone e c’è stata anche una procedura di uscita volontaria agevolata e di accompagnamento alla pensione per chi ne aveva la possibilità. A inizio 2018 avremo quindi da sistemare ancora una sessantina di lavoratori”.






