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Alluvioni in Liguria. Interpellanza del parlamentare Battelli

Genova. Una interpellanza urgente in merito alle alluvioni e ai rischi da alluvione dopo gli episodi di Genova, della Liguria e di Livorno della scorsa settimana è stata presentata al ministro dell’Ambiente Galletti dal parlamentare Pentastellato Sergio Battelli. Afferma Battelli nel testo del documento: ”

Le alluvioni a Genova e in Liguria hanno provocato dal 1970 82 morti e danni ingentissimi;
Il 4 ottobre 2010 a Varazze, il paese dove vivo, è stato colpito da un’alluvione che ha provocato enormi danni per fortuna senza nessuna vittima, stessa cosa a Genova Sestri.
il 25 ottobre 2011 13 MORTI furono causati dall’alluvione nelle Cinque Terre e in Val di Vara;
il 4 novembre 2011 esondarono il Bisagno il Rio Fereggiano ed il Rio Mermi a Genova, causando la morte di 6 persone;
il 9-10-11 ottobre 2014 a Genova Chiavari e molti altri comuni un’altra onda di fango spazzò via tutto causando la morte di una persona e danni stimati a circa 250 milioni di euro
Questi sono solo alcuni dei numeri che hanno tristemente toccato Genova e in generale tutta la Liguria
Detto questo, a Genova invece di investire in prevenzione e cura del territorio si è concesso ancora di costruire, costruire ovunque.
Negli ultimi 5 anni sono state realizzate alcune strutture e altre sono in corso di realizzazione, che definisco discutibili per non dire folli. Anzi, dico folli, dal punto di vista della sicurezza idraulica che da sempre è il tallone d’achille di tutta la Val Bisagno.
Sulla foce del Rio Mermi è stato recentemente realizzato l’enorme Bricoman, uno scatolone enorme di cemento grigio e arancione all’interno della piana alluvionale dello stesso Rio costringendo il corso d’acqua in una sorta di strettoia torutosa e angusta, un vero e proprio imbuto.
A genova Molassana,  Alla confluenza tra il Bisagno e il torrente Geirato, esondato nel 2011 e 2014 è stato costruito un parcheggio interrato su più livelli senza alcuna considerazione della realtà idrica dell’area che è allagabile, ripeto, un parcheggio interrato in una zona ALLAGABILE.
Ma non è finita qui,
sempre lungo il tratto terminale del torrente Geirato nelle ex aree della Boero è in costruzione un centro residenziale ed è appena stato inaugurato un NUOVISSIMO centro commerciale che vede la realizzazione di alcuni piani, al di sotto della quota di scorrimento del torrente medesimo, anche qui, chiunque vi parcheggi la macchina dovrà stare molto attento perchè l’area è ALLAGABILE.
Ricordo che la val bisagno è una zona fortemente edificata e cementificata lunga qualche km, non stiamo parlando di centinaia di km.
Le opere di manutenzione nel territorio comunale di Genova appaiono carenti,
con un pilone scalzato dell’autostrada nel corso del Bisagno in piena città;
In Lungobisagno Dalmazia gli argini appaiono a rischio;
il Ponte Feritore, in Valbisagno, appare avere i piloni praticamente sul vuoto e si notano briglie torrentizie sospese sul vuoto (in zona Staglieno);
i lavori di messa in sicurezza del Fereggiano prevedono la realizzazione di uno scolmatore: il primo progetto presentato dall’assessore ai lavori pubblici, Crivello, CANDIDATO poi con il partito democratico alla carica di Sindaco di Genova, era stato «bocciato» dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nel 2014;
in particolare, la portata di dimensionamento dell’opera era stata, cito testualmente
«definita in maniera convenzionale senza sviluppare un apposito studio idrologico riferito ai bacini idrografici di interesse»;
inoltre, non teneva adeguatamente conto dei processi di cambiamento climatico in atto da diversi anni sul territorio ligure, tanto che
e cito ancora testualmente
«le stime del tempo di ritorno della portata di progetto definiscono in modo non sufficientemente preciso il rischio residuo di inondazione e, per incapacità dell’opera di scolmo, la portata in arrivo da monte»;
da notizie di stampa di inizio 2017 sono stati intrapresi i lavori per la realizzazione dello scolmatore secondo un nuovo progetto, con una serie di attività di scavo mediante piccole cariche di esplosivo nel tunnel sotto le aree del padiglione specialità pronto soccorso e monoblocco dell’ospedale San Martino;
i lavori hanno di sicuro procurato notevoli allarmi per le vibrazioni e il rumore.
Questi sono stati finanziati dal comune di Genova con il contributo del «piano nazionale per le città» pari a 25 milioni di euro;
il recente decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, per il programma «Italia sicura», ha poi permesso uno stanziamento di 5 milioni di euro (in sostituzione al contributo regionale previsto in precedenza) tale da raggiungere l’importo di 45 milioni di euro necessari alla realizzazione dell’opera; il termine dei lavori è previsto ad agosto 2018;
i lavori di realizzazione della galleria sono attualmente completati al 25 per cento, mentre le opere di sostegno dello sbocco al mare sono al 45 per cento.
Ministro, Genova è la mia città, la città dove ho passato anni della mia vita, dove ho visto centinaia di cittadini, imprenditori, artigiani, perdere tutto, riprendersi, tirarsi su, e dopo qualche anno tornare di nuovo con il fango fino al soffitto. Molti, tanti, si sono rialzati, un’altra volta, con il Governo Renzi che a pochi giorni dall’ennesima alluvione ha avuto il coraggio di chiedere il pagamento delle tasse come se nulla fosse successo. Ma Genova ancora è viva e si è ripresa, i genovesi sono sono un popolo forte. La liguria e Genova  sono territori che hanno vissuto da sempre tra cemento e fango, uno peggio dell’altro, colate di cemento, poi l’autunno, la pioggia, il fango, i morti e gli enormi danni,
A genova sono stati tombati corsi d’acqua considerati poco più di ruscelli che hanno devastato e ucciso, parlo del rio fereggiano, parcheggi interrrati ai lati del bisagno, tutto, solo ed unicamente per riposndere alla fame di cemento alla base delle politiche del centro sinistra controllato dalle Coop rosse che hanno colato cemento e distrutto la piccola media impresa, gli artigiani e le piccole realtà in ogni zona di Genova.
Io so benissimo cosa vuol dire per un ligure, per un genovese aver paura, oggi in liguria abbiamo paura delle nuvole che arrivano da ponente, abbiamo paura della pioggia, del brutto tempo, non credo che nel 2017 questa fobia possa essere accettata. La Liguria è l’emblema delle polituche sbagliate, basate solo sul cemento e la zero prevezione da parte di governi interessati solo al profitto, da ligure questo non posso e non voglio più accettarlo”.

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