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I Verdi ribadiscono il loro "NO" alla caccia

Savona.  Al 27 agosto sono oltre 120.000 gli ettari che sono andati a fuoco in Italia per un danno di oltre 2 miliardi di euro. Una drammatica perdita di biodiversità legata anche alla morte di oltre 44 milioni di animali.
L’Ispra  (Istituto Superiore di Ricerca Ambientale) del Ministero dell’Ambiente ha chiesto alle regioni la sospensione dell’attività venatoria.
Si tratta infatti duna situazione gravissima, che richiede una intensa attività di monitoraggio della situazione della biodiversità a cominciare dei terreni percorsi dal fuoco per passare a tutte le zone colpite da una pesante siccità. Questa situazione si estende alla situazione degli uccelli e in genere gli animali, che vivono  a maggiore contatto con l’acqua per non parlare dei volatili palustri, che si ritireranno nelle aree ancora utilizzabili e non inaridite.
Spiegano i Verdi  “I Verdi Liguria si schierano con le varie Associazioni Ambientaliste ed animaliste, le quali  hanno fatto pressioni sul Governo per una sospensione generale della stagione venatoria, ma finora le richieste sono cadute nel vuoto. In un vuoto ancora più intollerabile se si considera che la legge nazionale sulla caccia e la stessa Costituzione considerano l’ambiente e la fauna un bene primario da tutelare, e prevedendo il cosiddetto prelievo venatorio solo a condizioni di reale sostenibilità che l’estate di fuoco del 2017 ha cancellato per anni; forse per decenni.”