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GENOVA COMMOSSA E' TUTTA PER PAPA FRANCESCO

 Cielo e terra si sono toccati con la forza della preghiera e per Genova la giornata di oggi è stata da nodo in gola. La visita di Papa Francesco, (la quarta di un Pontefice negli ultimi 32 anni) ha confermato la voglia di infinito, di varcare la soglia del cielo della gente comune, quella prediletta da Bergoglio. La città si è vestita di luce in una giornata caldissima che ha mietuto qualche malore ma nessuna situazione critica. Le oltre 100mila persone che hanno assistito alla Messa conclusiva erano davvero il “Popolo in cammino”, tutti accomunati in un pellegrinaggio da ogni parte d’Italia di sapoere quasi medievale per imponenza e intensità. Gioia e commozione, dunque.
La breve visita del Papa, nella città che vide partire suo nonno, astigiano, verso il Sud America, è stata scandita da un protocollo ed una tabella di marcia molto serrata che ha portato il Santo Padre negli stabilimenti dell’ILVA, all’incontro con i religiosi nella Cattedrale di San Lorenzo e alla “scalata” al Santuario della Guardia in compagnia dei giovani e ancora il pranzo con detenuti, migranti e poveri della città; con la sofferenza dei bimbi del Gaslini e dei loro genitori, ai quali il Santo Padre ha portato una carezza e tanto conforto.
Papa Francesco
Proprio visitando i capannoni dell’ILVA, Francesco ha toccato i temi dell’attualità economica della città e non solo: “Gli imprenditori e gli speculatori sono diversi – ha detto il Papa – e l’obiettivo non deve essere creare reddito, ma dare un lavoro a tutti. Solo così tutti avranno dignità, Lo speculatore usa l’azienda per fare profitto. Licenziare, chiudere, spostare l’azienda non gli creano alcun problema. Lo speculatore usa, strumentalizza, mangia persone e mezzi. Con lo speculatore l’economia perde volto e perde i volti. Il sistema politico incoraggia spesso gli imprenditori disonesti”. Parole dure, quasi brutali.
In Cattedrale, il monito ai religiosi: “Vivete da missionari: non siate statici, non abbiate paura della gente: Gesù viveva soprattutto per strada. Lasciatevi stancare dalla gente, non difendete la vostra tranquillità. La crisi di vocazioni? È anche colpa nostra: se non ascoltiamo i giovani, se testimoniamo una vita mondana, siamo noi stessi a provocare certe crisi vocazionali”. All’incontro ha partecipato anche l’Imam Alfredo Maiolese che ha pianto. “Le sue parole abbattono tutti i muri”.
Al Santuario della Guardia ben 3mila giovani hanno atteso l’arrivo del Santo Padre il quale ha esortato le nuove leve a: “Sfidare l’orizzonte con coraggio”. Il pranzo privato che si è svolto in un nella Sala del Caminetto ha visto la partecipazione di 135 persone tra cui numerosi rifugiati, alcuni detenuti e senza tetto, nessuna autorità era presente solo il Papa, il cardinale Bagnasco e i commensali.
Il momento più toccante è stata la visita all’Ospedale Pediatrico Gaslini: “Non potevo non venire qui. La sofferenza dei bambini è la più difficile da accettare.Molte volte mi chiedo il perché, non trovo risposta, guardo il crocifisso e mi fermo lì”. Il Santo Padre ha visitato il reparto di rianimazione  e incontrato circa 300 persone tra pazienti e genitori rivolgendo a tutti carezze e sorrisi.
Il finale si celebra in Piazzale Kennedy e sono le parole di “Ma se ghe pensu” intonate dal coro Monte Cauriol e cantate dalle 100mila persone presenti che strappano la commozione di tutti ed il cardinale Bagnasco, anch’egli con gli occhi lucidi in un discorso accorato e intenso “consegna” la città di Genova nelle mani del Papa: “Quando vedrà il mare, da oggi, pensi anche alla nostra Genova, alla sua Genova“. Uno dei passaggi più significativi dell’omelia del Pontefice è quello che ricorda come la nostra quotidianità: “Corriamo e lavoriamo tanto, ci impegniamo per molte cose; però rischiamo di arrivare a sera stanchi e con l’anima appesantita.Vivendo sempre tra tante corse e cose da fare, ci possiamo smarrire, rinchiudere in noi stessi e diventare inquieti per un nulla”.
Messa Papa Francesco
Il commiato del Papa avviene alle 19.49 dall’Aeroporto Cristoforo Colombo dove ha salutato le autorità e benedetto la statua della Madonna di Loreto.
Papa Bergoglio