Liguria. “Effetti destabilizzanti sull’intero sistema e un’impostazione profondamente sbagliata, che avrà pesanti ripercussioni sulle famiglie, soprattutto dal punto di vista economico, senza peraltro risolvere la piaga delle lunghe liste d’attesa”. È questo, in sintesi, il quadro tracciato dal consigliere regionale del Pd Pippo Rossetti in merito al ddl della Giunta ligure intitolato “Norme in materia di autorizzazione e di accreditamento delle strutture sanitarie, socio sanitarie e sociali pubbliche e private”.
Un documento che modifica i termini esistenti in materia di accreditamento sanitario, senza tenere conto, sottolineano i consiglieri regionali del Gruppo Pd, “delle richieste di sindacati e lavoratori e penalizzando fortemente i malati psichiatrici e i disabili che superano i 65 anni. Arrivati a quell’età, infatti, i malati – continua il Partito Democratico – devono fare i conti con il cosiddetto ‘miracolo Toti’, visto che senza alcuna valutazione multidisciplinare si vedranno ridurre l’assistenza (con decurtazione delle tariffe del 30 e del 40%), come se fossero improvvisamente guariti. Un provvedimento illegittimo sotto il profilo del sistema sanitario nazionale, che produrrà un aumento dei costi a carico delle famiglie”.
Secondo il Pd la “Giunta non investe un euro nel settore del sociale, provando anzi a discriminare il privato a discapito del pubblico, nonostante il ruolo fondamentale svolto nel campo dell’assistenza dalle piccole imprese del territorio”. Inoltre, conclude Rossetti “non ci è arrivata alcuna risposta sulle infinite file d’attesa. Per i malati di Alzheimer si parla persino di 5 anni. Ma di questo tema centrale la Giunta non parla. Insomma una legge sbagliata, senza sodi e figlia dello scarso confronto con i soggetti interessati”.






