Ceriale. L’Acquedotto San Lazzaro ha chiesto al Comune di Ceriale di pagare 45 mila euro per le maggiori forniture di acqua potabile erogate nel 2014. Il Comune si è opposto all’ingiunzione di pagamento e la causa è finita in Tribunale. La giunta municipale ha incaricato l’avvocato Luigi Piscitelli di Genova per la difesa degli interessi del Comune e la San Lazzaro si è affidata ai legali Gabriele Di Cerbo e Piergiorgio Alberti
Strascichi e conseguenze dell’avvio del Servizio Idrico Integrato che ha affidato la gestione delle risorse idriche nell’ambito “Centro Ovest 3” (di cui Ceriale fa parte), alla società Ponente Acque di Borghetto Santo Spirito. Nel periodo di transizione da un gestore all’altro, le risorse idriche naturali del Comune di Ceriale, non erano state sufficienti a garantire la necessaria fornitura di acqua potabile all’utenza, e pertanto si era reso indispensabile provvedere all’integrazione dell’erogazione con l’acquisto di acqua potabile dalla società Acquedotto San Lazzaro di Loano. Secondo il Comune, la fornitura d’acqua integrativa, “non puntualmente quantificata a priori tra le parti, appariva superiore rispetto ai quantitativi massimi stabiliti, attestandosi su livelli anomali se raffrontati con la media del quinquennio precedente di fornitura”.
Di qui la contestazione della fattura emessa nel gennaio 2015 dalla San Lazzaro. I tentativi di trovare un’intesa si sono interrotti il 13 febbraio scorso quando al Comune di Ceriale veniva notificato il ricorso al Tribunale per l’emissione di un decreto ingiuntivo dell’importo di 45.282 euro oltre agli interessi legali nonché le spese di giudizio.






