Politica

Altolà di Renato Giusto al consiglio comunale: "Savona colonia di Genova come nel '600"

Savona. “Nel 1697 il prete secolare Agostino Maria Demontis nel suo libro “Memorie Savonesi” che di recente ho ritrovato in una biblioteca a Genova, descriveva una città già all’epoca succube della potente vicina Genova in cui dominava la famiglia oligarchica dei Durazzo con il doge Marcello. Ho letto di una Savona definita “Fidelissima” della Repubblica genovese che non aveva alcuna voce in capitolo e alcuna possibilità di muoversi autonomamente nell’economia come nella politica del tempo. Una situazione che mi pare, in una sorta di corso e ricorso storico di Vichiana memoria, si stia verificando anche oggi con Genova pronta a soffiarci il terminal di Costa crociere e di annullare l’autonomia del porto e della nostra economia in particolare”.
Questo il passaggio del discorso che il presidente del consiglio comunale Renato Giusto ha tenuto ieri, aprendo i lavori del consiglio comunale. Il numero uno del parlamentino savonese ha messo in guardia tutti i gruppi in rappresentanza delle forze politiche cittadine dal rischio di una deriva che progressivamente veda “la morte della città o peggio una sua annessione completa da parte di Genova e dei suoi interessi”.
Durante il consiglio comunale si è discusso anche della possibilità di una ristrutturazione di palazzo Santa Chiara da destinarsi a nuova sede della biblioteca civica e della istituzione di un comitato celebrativo per il centenario della campana dei caduti di piazza Mameli. “Un monumento suggestivo – ha sottolineato Renato Giusto – che in Italia e nel mondo ha pochi eguali”.

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