A comunicarlo è l’assessore allo Sviluppo Economico ed Attività Produttive del Comune di Savona Maria Zunato.
“Il riconoscimento è demandato alle Regioni ed alle Province autonome che poi lo comunicano al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Ad oggi in Liguria abbiamo solo il Biodistretto Val di Vara Valle del Biologico, quindi c’è ancora molto da fare ed il nostro territorio ha parecchio da offrire” spiega l’assessore.
“Con il Decreto dell 22 luglio scorso – prosegue l’assessore Zunato – sono stati disciplinati i criteri,le modalità e le procedure per l’attuazione dei contratti di distretto, nonchè delle relative agevolazioni. Più precisamente il contratto di distretto è funzionale allo sviluppo territoriale,alla coesione ed inclusione sociale, a favorire l’integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, garantire la sicurezza alimentare, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole a agroalimentari”
“I criteri definiti dal decreto sono prodromici dei futuri bandi – specifica l’assessore Zunato – tuttavia gli interventi ammissibili già identificati sono: investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria; investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari; investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli, costi per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei prodotti agricoli; investimenti per la promozione dell’immagine e delle attività del distretto; progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo e agroalimentare”.
“A poter beneficiare dei contributi sono: le imprese, organizzate in forma consortile, cooperative, consorzi, reti di imprese, che operano nel settore agricolo e agroalimentare; le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli; le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione; i Distretti del cibo costituiti in forma societaria”.
“I Distretti dovranno inoltrare domanda di accesso ai contributi presso il Mipaff che valuterà la sussistenza dei requisiti, provvedendo ad inviare la domanda alle Regioni e alle provincie autonome dove sono localizzati i programmi, al fine di acquisire entro trenta giorni l’eventuale disponibilità al cofinanziamento nella forma di contributo in conto capitale. A quel punto i Distretti dovranno presentare una proposta definitiva di contratto che darà il via allo svolgimento, da parte del Mipaff, dell’istruttoria che in caso di esito positivo, consentirà l’accesso ai contributi”.
“L’avvio del registro nazionale è importante per il riconoscimento ed il sostegno di un territorio, ma è precipuamente importante la ratio sottesa alla nascita dei Distretti del Cibo, in quanto riconosce la centralità dell’agricoltura nel sistema di economia circolare verso la quale dobbiamo velocemente transitare” conclude l’assessore allo Sviluppo Economico Zunato.






