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Omelia a 360 gradi per il vescovo uscente Vittorio Lupi

Savona. L’ultima omelia di inizio anno del vescovo Vittorio Lupi ha toccato molti argomenti, sia locali che nazionale e internazionali.

Ecco il testo integrale:

Come ogni anno vogliamo riunirci per ringraziare il Signore del tempo che ci dona e per riflettere su ciò che è veramente importante nella nostra vita, sul tempo che abbiamo a disposizione, come lo usiamo, come lo impegniamo, se teniamo conto delle realtà che veramente contano: il nostro destino eterno, con la vera vita che non finisce con la nostra morte, ma continua per l’eternità.

Questa celebrazione ci offre anche l’occasione per guardare alla nostra storia e leggerla con uno sguardo di fede, uno sguardo che ce la faccia penetrare, che ce ne faccia capire il senso e ci faccia essere presenti in essa con l’atteggiamento di chi sa vedere nello svolgersi degli avvenimenti lo snodarsi della storia che Dio vuole condurre con noi.

Il Signore ci chiama singolarmente e come Chiesa a porci di fronte si problemi che attraversano la storia attuale, sia quella nostra, locale, sia quella del mondo intero, con spirito “profetico”, cioè con l’atteggiamento di chi, dopo aver chiesto nella preghiera la luce dalla Parola di Dio, non si tira indietro rispetto ai problemi, ma li affronta con tutta la franchezza, la determinazione e la libertà che gli proviene dal vangelo.

Vogliamo guardare l’anno che è trascorso per fare memoria degli avvenimenti gioiosi e quelli dolorosi, quelli che hanno segnato un passo in avanti e quelli che ci hanno trovati poco solleciti, sia dal punto di vista ecclesiale, sia da quello civile, a livello locale, nazionale e internazionale.

A livello internazionale Il 2016 è stato un anno di forti cambiamenti, spesso legati a un voto popolare: l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la vittoria di Donald Trump alle presidenziali americane.

Purtroppo il 2016, ancora più degli anni precedenti, è stato segnato dalla violenza del terrorismo. In primavera gli attentati a Bruxelles, poi la strage di cristiani in Pakistan, significativamente e tragicamente nel giorno di Pasqua. Poi una vera escalation di morti e violenze, di atti barbari e ingiustificabili, che ha colpito anche molto vicino a noi, con la strage di Nizza la notte del 14 luglio fino alla decapitazione del sacerdote vicino a Rouen sempre in Francia.

Tutto questo senza dimenticare Dacca, Orlando, gli episodi della Germania nei mesi scorsi, culminati con la strage di Berlino proprio in questi ultimi giorni, a poche ore dal Natale.

Per non parlare delle sempre gravissime situazioni in Africa e in Medio Oriente, in particolare in Libia e in Siria, con la conseguente crisi dei residenti, che devono abbandonare le loro abitazioni e le città, alimentando la triste e innumerevole schiera dei profughi, cito per tutti la tragedia di Aleppo, città martire.

A livello nazionale c’è stata l’affermazione del no al referendum costituzionale con le conseguenti dimissioni del premier Renzi e la formazione di un nuovo esecutivo guidato da Gentiloni.

Anno difficile e un’estate drammatica poi per altre tragedie come l’incidente ferroviario in Puglia e soprattutto per il terremoto che, dalla fine di agosto, ha ripetutamente colpito il centro dell’Italia: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Il cuore del nostro paese è stato ferito con un bilancio pesante di vittime e anche con un patrimonio religioso, artistico e storico messo a dura prova.

Non posso non citare ancora tra le realtà negative l’escalation della violenza sulle donne che normalmente termina con l’uccisione di queste ultime e il conseguente suicidio dell’assassino.

A livello locale. Ci sono state catastrofi naturali anche sul nostro territorio, vicino a noi, con un’alluvione che a fine novembre ha coinvolto valli a noi vicine nel Ponente ligure e nel basso Piemonte.

L’anno è da ricordare per il rinnovo di numerose amministrazioni comunali, in primis quella di Savona con la città che per la prima volta è guidata da un sindaco donna.

Un 2016 davvero particolare per il capoluogo con l’accorpamento dell’autorità portuale con Genova (che segue di pochi mesi quello della sua storica cassa di risparmio), la chiusura del carcere di sant’Agostino, e il già citato cambio di guida amministrativa.

A livello diocesano l’anno è stato segnato dal Giubileo della Misericordia e da numerosi segni ed eventi di carità, di fede, ma anche di cultura, arte, musica e perfino sport che abbiamo promosso sul territorio assieme al Comune di Savona, alle Opere Sociali N.S. di Misericordia, alle Confraternite diocesane e ad altre realtà. Un lungo e intenso programma di cui possiamo ricordare anzitutto due celebrazioni al Santuario: quella per la Festa Patronale del 18 marzo presieduta dal cardinale Angelo Bagnasco e quella per il 201° anniversario dell’incoronazione della statua mariana da parte di Pio VII con i cardinali Dominique Mamberti e Domenico Calcagno.

Molto significativo anche l’incontro interreligioso promosso nel marzo scorso dalla nostra Diocesi che ha visto, per la prima volta, confrontarsi rappresentanti delle principali fedi presenti sul territorio ovvero cattolici, ortodossi, protestanti, ebrei e musulmani. Un momento di grande riflessione che testimonia il lavoro portato avanti in questi anni sia nel dialogo ecumenico con gli altri fratelli in Cristo, sia nelle occasioni di dialogo interreligioso e nei rapporti di fraternità con l’Ebraismo e l’Islam dialogo che potrà essere riproposto in futuro.

Da menzionare inoltre concerti, appuntamenti culturali, presentazioni di libri, visite guidate, addirittura una corsa podistica con fine benefico e una visione notturna del cielo sopra il Santuario: tutte occasioni di incontro, in quest’anno di misericordia, su diversi settori, nel solco di quella Chiesa in uscita tanto cara a Papa Francesco.

Inoltre le tante iniziative che già erano ricorrenti in diocesi, come la biennale Processione del Venerdì Santo e l’annuale incontro delle Confraternite, come anche il Cantare e portare la Croce che vede protagoniste le stesse confraternite assieme ai cori, sono state inserite quest’anno negli eventi giubilari.

Vanno ricordate le tre importanti iniziative caritative entrate nel vivo proprio nell’Anno santo: l’Emporio Caritas, (una specie di supermercato ove gli utenti selezionati dalla Caritas possono acquietare tramite un sistema di punti, quello di cui hanno bisogno) l’accoglienza ai migranti, che si è fatta più consistente ed organizzata, e la casa – famiglia Benedetta Rossello sorta ad Albissola per famiglie e persone in difficoltà. Tre temi che ci stanno molto a cuore e che come diocesi abbiamo voluto rilanciare in occasione del recente periodo di Avvento.

Purtroppo in questo anno di grazia non sono mancati i lutti nel clero diocesano e non soltanto. A fine giugno, nel pieno della sua missione pastorale, ci ha improvvisamente lasciato don Renato Schiappacasse, parroco di Calice, Rialto e Vene e animatore dei Cursillos di cristianità. A fine estate sono scomparsi due padri benedettini, abati emeriti di Finalpia: Romano Cecolin (a fine agosto) e Placido Colabattista (a inizio settembre). A metà settembre è morto don Giovanni Ghilardi, sacerdote salesiano, dedito soprattutto ai giovani in difficoltà e, ultimamente, parroco nell’entroterra nolese. Proprio poche settimane fa, alla fine di novembre, ha concluso la sua vita terrena don Osvaldo Dettoni, decano del clero savonese, per 40 anni cappellano del carcere di Savona.

La novità che ci riguarda più da vicino quest’anno è la nomina del nuovo Vescovo: è una grazia del Signore: è stato nominato il 20 ottobre; lo scorso 17 dicembre è stato consacrato vescovo a Chiavari, diocesi in cui è diventato sacerdote, parroco e Vicario generale. Alla sua consacrazione abbiamo partecipato dalla nostra diocesi con 4 corriere, e questo indica la gioia dei fedeli di poter avere un nuovo pastore che presto, il 15 gennaio, verrà tra di noi per prendersi cura della diocesi. Sarà certamente un momento di grazia, una ventata di aria nuova, un coinvolgimento delle persone ad un lavoro comune.

Sarà una sorta di “anno zero” per Savona, per le altre novità anche in campo civile, a cui auguriamo di poter ripartire con nuovo entusiasmo in tutti i campi.

Domenica 8 gennaio alle ore 18 vorrò dare un saluto a tutta la diocesi, per esprimere al Signore e a tutti i collaboratori non solo della diocesi, ma di tutte le parrocchie, il mio sentito ringraziamento.

Come già ripetutamente affermato, rimarrò in diocesi a disposizione del Vescovo e dei sacerdoti, per tutte le necessità che avranno di aiuto e collaborazione, che farò volentieri per questa diocesi che ho servito come vescovo e che continuerò a servire con gioia e con spirito di servizio in tutte le realtà, anche le più modeste e piccole.

Ringraziamo il Signore per tutto il bene che abbiamo ricevuto e per quello che per sua grazia abbiamo potuto fare; l’Eucaristia che celebriamo è il “rendimento di grazie” per eccellenza. Lo espliciteremo poi nel canto del Te Deum nel quale esprimeremo la nostra lode al Signore per quello che ci ha permesso di realizzare e vorremo anche chiedere al Signore perdono per le nostre mancanze e infedeltà, canteremo infatti “Pietà di noi, Signore, pietà di noi. Sia sempre su di noi la tua misericordia: in te abbiamo sempre sperato.”

Maria Santissima, che questa sera e, particolarmente domani, festeggiamo come la Madre di Dio e Madre nostra, la Madre di Misericordia, ci accompagni nel nostro cammino che avviene qui nel tempo per giungere quando il Signore vorrà, all’abbraccio con Lui nell’eternità.

+ Vittorio Lupi

Savona, 1° gennaio 2017

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