Economia

Esaurimento scorte di olio extravergine. Taboga: "Non drammatizziamo"

Savona. Da settimane ormai circolano voci più o meno confermate, secondo le quali, ci sarebbero scorte di olio di oliva extravergine ancora per i prossimi sei mesi, poi, almeno per ciò che riguarda la produzione nazionale e locale, potrebbero esserci grossi problemi di rifornimento dovuto sopratutto ad una campagna annuale di raccolta delle olive che mai prima d’ora era stata così avara, almeno negli ultimi decenni.
Cosa accadrà allora sul piano dei prezzi di produzione e al dettaglio? Aumenteranno solo quelli relativi alla produzione nazionale e di nicchia o anche quelli della grande distribuzione che solitamente mette in vendita oli di grandi marche ma di provenienza comunitaria?
Una risposta prova a darla il presidente del consiglio nazionale di Assoutenti Gianluigi Taboga. “Intanto – afferma Taboga – dobbiamo tenere conto che la produzione nazionale indice su quella complessiva per il 50%. E’ logico pensare che, se come si dice e come stiamo vedendo anche in queste settimane di primo raccolto delle olive per il 2016, la produzione andrà riducendosi drasticamente scendendo sotto la quota percentuale solita, allora il prodotto nazionale e il ligure in particolare che rappresentano un’eccellenza indubbia sul mercato, subiranno forti aumenti. E logicamente, di rimbalzo, dovendo essere importati maggiori quantitativi di oli comunitari e non , anche questi prezzi potrebbero aumentare”. Taboga poi afferma: “Comunque sul piano nutrizionale e organolettico anche il consumo di oli extravergini stranieri non deve spaventare. L’Italia è uno dei primi Paesi al mondo per controlli di qualità e sanitari sui prodotti alimentari e questo ci garantisce sopratutto a tutela dei consumatori finali. Purtroppo ci sono almeno due problemi alla base di questa contrazione di produzione. Il primo riguarda l’alternanza tra annate più consistenti e annate, come questa, quasi a zero redditività. In secondo luogo spesso scontiamo anche malattie e parassiti che le portano agli alberi”.
Taboga poi affronta invece il tema legato ad altri oli di oliva non extravergini: “Sono il frutto – dice – di trattamenti e lavorazioni industriali particolari, sono nella quasi totalità, prodotti di importazione. Non credo che su questi ci saranno aumenti particolari di prezzo. D’altra parte non ve ne sarebbe motivo e vigileremo assolutamente che non vi siano a questo punto delle speculazioni. Si tratta di prodotti destinati ad una fascia di popolazione meno abbiente e con minore capacità di spesa che, penuria di produzione a parte, dobbiamo cercare comunque di tutelare”.

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