Savona. “Con il sì al referendum costituzionale il 4 dicembre prossimo non avremo meno democrazia ma più democrazia e sopratutto avremo meno burocrazia ed uno Stato più moderno”. Questa la posizione del docente universitario e critico televisivo Felice Rossello in merito alla scelta che gli italiani saranno chiamati a compiere per riformare il funzionamento della macchina statale. “Non sto seguendo affatto i talk – show televisivi e neppure i giornali che mi pare propendano un pò per il no e un pò per il sì ma non siano troppo chiari sulle ragioni degli uni e degli altri. Così come troppe inesattezze si sentono pronunciate anche nei dibattiti televisivi, specie quando si parla del futuro senato o del futuro parlamento come di una rappresentanza fatta di nominati. Il fatto che i parlamentari siano o meno nominati non dipende certo da questa riforma che andremo a votare ma dalla legge elettorale che sarà scelta dopo.
E poi non mi pare che nella prima Repubblica non ci fossero in parlamento dei nominati o dei non scelti dalle segreterie dei partiti. Non mi pare sia questo il punto, come non mi pare che il punto sia in minori spese per lo Stato o in un minore numero di parlamentari”. Rossello ha poi proseguito: “Ho letto il decreto che contiene i nuovi articoli che andranno a modificare quelli esistenti nella seconda parte della costituzione e, costituzione alla mano, non penso che vadano a ledere quanto i nostri padri hanno stabilito nel dopo guerra e quindi se dico di sì lo dico sicuro di non fare un torto a mio padre che si è battuto per la libertà dell’Italia durante la resistenza”.
E poi Rossello afferma: “Dirò di sì per un’Italia più moderna per un Paese che finalmente possa avere gambe per camminare veramente. E credo che questo appuntamento di dicembre non sia nè pro nè contro Renzi, ma sia solo per questo fine, quello di ammodernare, di semplificare, di aprire alla democrazia”.





